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Anche nella Valle, a sorpresa, vince il No
Nei territori del senatore Marcucci e del consigliere regionale Remaschi il fronte del Sì si impone solo in due Comuni
BARGA. Una débacle, parzialmente lenita dal successo di misura a Gallicano e la netta affermazione a Castelnuovo. Il "fronte del Sì", in Mediavalle, ha perso pesantemente nelle sue roccaforti tradizionali, Barga e Coreglia Antelminelli. Due sconfitte secche, nella terra dei big locali del partito, che ha evidenziato sostanzialmente l'allineamento agli schemi nazionali, e uno scollamento che, nonostante le rassicurazioni, fa pensare. Ma che nessuno, dove il Pd ha percentuali bulgare grazie alla presenza del senatore Andrea Marcucci e al consigliere regionale Marco Remaschi, si aspettasse una sconfitta così generale e diffusa, non è certo un mistero.
I numeri sono impietosi: a Barga ha vinto il "no" con 3.104 voti rispetto ai 2.664 del "sì". Uno scarto di 440 voti secchi nel comune dove l'affluenza è stata altissima, con poco meno del 75%. Le uniche sezioni nettamente schierate col Pd si sono rivelate la 8 e la 9, ossia i tradizionali feudi "fedelissimi" di Mologno e Castelvecchio Pascoli, paese tra l'altro del senatore Marcucci e del sindaco Bonini. Per il resto, nel capoluogo il "no" ha fatto incetta, così come anche sul fondovalle, e i rappresentanti del Pd, che da queste parti è il partito di maggioranza relativa, non celano la loro delusione: «Non nascondo ovviamente rammarico per questo risultato – dice la consigliera regionale Ilaria Giovannetti – perché sono e resto convinta delle qualità di questa riforma, che, seppur perfettibile, era un primo passo in avanti verso un cambiamento serio per il paese. Il voto anche nel nostro territorio è stato eterogeneo, con comuni dove ha vinto il Sì e altri dove invece ha prevalso il No, ma non credo che questo sia imputabile alle nostre amministrazioni». Quindi, le cause del crollo sono da ricercare altrove: «Questa proposta di cambiamento forse non è stata percepita tale, o come tale non è “arrivata” ai cittadini. Io ci ho creduto davvero e rifarei tutto quello che ho fatto».
Il sindaco Marco Bonini è pragmatico: «Purtroppo è avvenuto quello che avevo temuto da tempo, ossia che anche qui si fornisse una connotazione politica a un voto per una riforma costituzionale. Chiaramente, è un verdetto che deve far riflettere, ma è staccato da vicende locali, però non mi aspettavo sinceramente un risultato di queste proporzioni. Ed è un peccato, perché si è persa una grande occasione per rinnovare l'Italia e avere un diverso modo di amministrare le istituzioni».
Insomma, nessun "segnale" o campanello d'allarme a livello locale. E lo afferma anche Nicola Boggi, segretario comunale del Pd: «Il trend è nazionale e non si possono fare paragoni. Basti pensare ad Altopascio, Seravezza e Piazza al Serchio, dove nelle scorse elezioni ha vinto il centrosinistra, eppure si sono registrati risultati a favore del no. Non è stato un referendum pro o contro le amministrazioni locali, ma sicuramente dentro il partito discuteremo di questi risultati».
Clamorosi anche i risultati nelle sezioni di Coreglia Antelminelli, il comune più renziano della Toscana, dove il 52,03% degli elettori si è espresso per il "no", che ha fatto incetta di preferenza nelle sezioni più grosse di Ghivizzano e Piano di Coreglia (clamoroso il 281 a 179), mentre nel capoluogo il fronte dei renziani ha tenuto testa, dilagando rispetto al fondovalle. Un esito imprevisto, almeno secondo le previsioni della vigilia: «I cittadini hanno sempre ragione e le urne hanno parlato chiaro – afferma il segretario locale Stefano Reali – è la democrazia e va rispettata. Molto positivo il fatto che abbiano votato così tante persone. Un ringraziamento speciale a tutti gli iscritti e agli amici del Pd di Coreglia e agli amici dei comitati del Sì per il grande lavoro svolto». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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