Il presidio
Anche Lucca volta le spalle a Renzi
Il “No” vince nel capoluogo e in molti comuni finora roccaforte del premier. Più solida la posizione di Tambellini
LUCCA. La cifra della sconfitta del “Sì” la si respira a Capannori, negli sguardi dei pochi arrivati alla sede del Comitato a due passi dalla chiesa. Musi lunghi anche nella sede del Pd territoriale in via Barbantini, dove si annotano i risultati che arrivano dai seggi. I conti non tornano, o quantomeno non corrispondono alle aspettative: anche Lucca ha voltato le spalle a Matteo Renzi. Lo ha fatto a livello provinciale, dove il distacco è stato netto. Nel comune capoluogo la battaglia è stata a lungo sul filo, con risultati che oscillavano da una parte all’altra, ma alla fine il “No” ha prevalso di qualcosa più di un’incollatura.
Ma il segnale più forte è arrivato, in una tornata elettorale segnata da un’affluenza altissima, da alcuni comuni “minori” (non per importanza, ma per popolazione) che finora erano ritenuti roccaforti renziane. Uno dei risultati che più colpisce è senz’altro Barga, luogo di residenza e di influenza massima della famiglia Marcucci. All’ombra del duomo di San Cristoforo il “No” ha staccato il “Sì” di quasi dieci punti. Risultati praticamente fotocopia in un altro comune della “cintura renziana” in Valle del Serchio, cioè Coreglia. E anche a Borgo a Mozzano, guidato dal sindaco Patrizio Andreuccetti, che è anche segretario territoriale del Pd, il “No” ha vinto, seppure di misura. A Bagni di Lucca, invece, c’è il divario più grande, con il “No” avanti di 14 punti. Arrivando alla Piana anche Porcari, che pochi mesi fa aveva ospitato il premier dimissionario nella sua visita alla Sofidel, ha visto la vittoria del Sì. Basta spostarsi di poco per arrivare a Capannori, comune “pesante” e nel quale il sindaco Luca Menesini molto aveva investito sul “Sì”, con la creazione di 40 comitati. Risultato non conseguente allo sforzo, visto che i “No” hanno staccato i “Sì” di cinque punti. Non mancano, soprattutto nella Valle, comuni più o meno grandi che hanno dato vittorie al “Sì”, da Castelnuovo a Barga. Ma il segnale complessivo è inequivocabile, e parla della fine della “luna di miele” fra la nostra provincia e Renzi, che era cominciata almeno dalle primarie del 2012, quando qui l’allora sindaco di Firenze aveva sorpassato nettamente Pierluigi Bersani. Da oggi la partita, in sede locale, si sposta su un altro piano. Quella della candidatura a sindaco di Lucca per le elezioni del prossimo anno. Alessandro Tambellini si era schierato con il “Sì”. Ma la vittoria del “No”, che è stata netta ma non schiacciante, potrebbe aiutarlo a ottenere una ricandidatura senza primarie. Non tanto per un suo rafforzamento, quanto per un oggettivo indebolimento di chi vorrebbe contrapporgli un candidato filorenziano.
Ora molto cambierà: lo tsunami vissuto ieri sera scuoterà gli equilibri della politica lucchese. Nel centrosinistra (e soprattutto nel Pd che a livello comunale è ancora senza segretario) potrebbe prevalere l’obiettivo di creare meno frizioni possibili, per evitare di perdere anche Lucca dopo una serie di sconfitte brucianti su e giù per la Toscana. Mentre dal risultato di stanotte potrebbero riprendere slancio le opposizioni. Il Movimento Cinque Stelle, innanzitutto, ma anche il centrodestra che si era schierato convintamente a favore del “No”. Per entrambi gli schieramenti, tuttavia, ci sarà da superare lo scoglio di dare un volto e un nome al candidato per Palazzo Orsetti.
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