Il Tirreno

Lucca

Ai seggi tra dubbi e complottismi

Ai seggi tra dubbi e complottismi

C’è chi ha fatto mettere a verbale la prova della matita

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LUCCA. Un via vai continuo. Ai seggi del centro storico e a quelli dell'immediata periferia il flusso di elettori è incessante. Così come lo è il dibattito. Acceso e, per molti, pieno di incertezze. E poi, anche a Lucca, non è mancata la “psicosi” della matita copiativa, dopo il post allarmato di ieri mattina di Piero Pelù.

Ma, prima di questo, c’è stata l’indecisione, il convitato di pietra di ieri che ha caratterizzato fino all'ultimo le discussioni dei cittadini riuniti fuori dai seggi.

Di fronte alla sicurezza di uno, subito si anteponeva il “ma” di un altro e così via senza soluzione di continuità. «Non voglio votare come Berlusconi o Salvini, ma che fatica dire sì«»: l'affermazione ricorre spesso e corre trasversale tra le generazioni. C'è chi allude al cambiamento e chi alla bellezza della Costituzione così com'è, «perché alla fine basta applicarla per farla funzionare». C'è chi non votava da anni, ma al referendum non poteva mancare e chi di dubbi non ne ha avuti mai, perché «a Renzi bisogna dare fiducia», oppure, al contrario, «perché questa è l'occasione per esprimere un segnale politico chiaro e mandare a casa questo governo». La spinta politica batte di gran lunga l'analisi stretta sui contenuti della riforma e alla fine è impressione generale che il voto sia, prima di tutto, un “sì” o “no” al governo Renzi e niente più. «Sono un'insegnante e avrei decine di motivi per dire no - racconta una professoressa - però vedo la piega generale che sta prendendo l'Europa, con il nazionalismo che avanza, e allora mi sono convinta che fosse meglio salvaguardare l'esistente. Questa campagna referendaria non mi ha entusiasmato per niente: ho visto molta cattiveria, tifoseria da stadio, competizioni sterili per trovare il testimonial più adatto a sostenere la propria causa e poca voglia di entrare nel merito». «Credo che l'errore più grande - incalza un signore - sia stato impostare la dialettica politica sul con me o contro di me. Sono stato molto indeciso fino all'ultimo, temo la possibilità che si formi il partito unico, ma questo dipenderà anche dalla legge elettorale».

L'esercizio di democrazia diretta è sentito come poche altre volte nel passato recente; la voglia di commentare rapisce un po' tutti: esserci non è solo rispettare un diritto, ieri sembrava quasi onorare un dovere. Che non ha risparmiato, ahinoi, venature di serio - e preoccupante - complottismo. Ad inaugurare quello che sarebbe diventato il tormentone dell'intera domenica, rilanciato sui social perfino da Piero Pelù, ci ha pensato un ragazzo che, appena uscito dal seggio al liceo Vallisneri, ha esordito con un «è normale ci facciano votare con il lapis e non con la penna?». Sì, in realtà non solo è normale, ma è anche previsto da una precisa legge. E, dopo aver creato il gelo intorno a sé, il ragazzo se ne è andato cercando riscontro su Facebook di quanto appena vissuto.

Dalla prima mattina, d'altronde, girava un messaggio che recitava più o meno così: "Avviso per chi vota. La matita che vi forniscono per votare non è cancellabile. Portatevi una gomma da cancellare nel seggio, votate e provate se realmente il voto non si cancella. In caso contrario chiamate le autorità competenti e denunciate l'irregolarità di svolgimento elezioni. Condividete il messaggio. Lo Stato si beffa degli ignoranti...informiamoci...forza!”. Alla fine, in tutto questo, qualcuno ha deciso di credere a questi allarmi. E allora, anche nella nostra zona, sono fioccate le segnalazioni di “ics” che si potevano cancellare. Stefano Mattioli, un elettore di una delle sezioni della “Pascoli” in via del giardino botanico, ha fatto mettere a verbale i propri dubbi sulla regolarità del funzionamento delle matite copiative. In tarda serata, a San Concordio, una elettrice ha presentato un esposto dopo aver cancellato la matita anche sulla scheda.

Anche in diversi altri seggi ci sono stati elettori che hanno vouto fare “la prova”. E ad Antraccoli una signora, per eccesso di zelo ha deciso di votare con una penna biro, di fatto annullando la propria scelta. In generale, tuttavia, il voto si è svolto con regolarità.

Comunque sia andato il voto, da oggi dovremo fare i conti con questo: con l'idea che sia più plausibile immaginare scrutatori che cancellano e rivotano schede nella notte in tutti i seggi d'Italia, che fare i conti con la realtà in cui le matite non sono cancellabili sulla carta copiativa delle schede.

Nadia Davini

Luca Cinotti

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