Il Tirreno

Lucca

ALLA SBARRA UN PENSIONATO DELLA LUCCHESIA

Zio accusato di atti sessuali nei confronti della nipote suicida

PISA. Aperto e subito rinviato per affidare a un perito l'incarico di trascrivere le intercettazioni. È un processo che per contestazioni e protagonisti è uno dei più delicati passati dalle aule del...

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PISA. Aperto e subito rinviato per affidare a un perito l'incarico di trascrivere le intercettazioni. È un processo che per contestazioni e protagonisti è uno dei più delicati passati dalle aule del Tribunale quello iniziato davanti al secondo collegio (presidente Salutini, a latere D'Auria, Fabbricatore) con il pm Flavia Alemi per l'accusa. Un 64enne della Lucchesia (omettiamo il nome per non rendere riconoscibile la parte offesa) deve difendersi dall'accusa di violenza sessuale e atti sessuali con minorenne. Con un'aggravante che rende il dibattimento più doloroso: quella ragazza era sua nipote e nel travaglio di una vita problematica si era tolta la vita ingerendo metadone. L'epilogo di un'esistenza difficile fu scritto in una sera di metà agosto del 2009. Aveva 16 anni la ragazzina, prodigio in negativo di traversie e sventure familiari. Genitori tossicodipendenti la cui priorità era la ricerca della dose e non l'affetto per quella figlia che aveva affidato a un diario le assenze familiari. Per tre volte aveva cercato di uccidersi. In questo contesto entra in gioco lo zio, il fratello della mamma. Quando può aiuta economicamente sorella e nipote. In un colloquio con gli operatori dei servizi sociali, la sedicenne tira in ballo lo zio per attenzioni che innocenti non sono. È la mamma, sentita in questura, accusa apertamente il fratello. Ma al processo non si è costituita parte civile. (p.b.)

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