Il presidio
Stop alla trattativa con Toscana energia
Prima si faranno passare cimiteri e pubblica illuminazione sotto la Holding servizi. Verso la vendita di “Gas & Luce”
LUCCA. La riorganizzazione della galassia Gesam tira il fiato: il Comune ha annunciato di aver sospeso l’ipotesi di accordo con Toscana energia, in attesa di capire il destino di Gesam Gas & Luce, la società che gestisce le utenze e che - come già scritto ad agosto dal Tirreno - alla fine potrebbe essere venduta. Ma la partita è anche più complicata. Perché la gara per gestire la rete del gas è ancora molto al di là da venire, mentre le elezioni sono (politicamente) dietro l’angolo. E allora palazzo Orsetti ha deciso uno stop (almeno sulle trattative con Toscana energia), pur continuando a sostenere l’impalcatura messa in piedi in particolare da Lucca Holding e dal suo amministratore unico Andrea Bortoli.
Anac e Antitrust. La comunicazione del Comune arriva dopo che, in consiglio comunale, si è saputo che l’Antitrust aveva inviato una segnalazione al sindaco Alessandro Tambellini dopo l’esposto di Mauro Macera. Corrispondenza sullo stesso argomento era stata intessuta fra palazzo Orsetti e l’Anticorruzione, dopo l’emanazione dei decreti attuativi sulla riforma della pubblica amministrazione. Proprio l’Anticorruzione - spiega il Comune - con nota inviata il 15 novembre ha risposto «che non ci sono impedimenti di carattere giuridico all’operazione di scissione asimmetrica di Gesam, purché siano rispettate le regole degli affidamenti in house e sia motivato in maniera adeguata lo scambio di azioni fra i soci attuali (cioè Lucca Holding e Toscana energia, ndr)».
Un concetto analogo è stato espresso dall’Antitrust, nella segnalazione del 9 novembre, nella quale sottolinea l’obbligo di fornire «un’adeguata motivazione da parte del consiglio comunale in caso di trasferimento di azioni in deroga alla gara pubblica».
«Il parere di Anac e la segnalazione Antitrust - commenta Tambellini - confermano che non avevamo errato nell’operazione di scissione asimmetrica. Alla luce del nuovo Testo unico stimo valutando se, nell’ambito della scissione, sia opportuno trasferire direttamente al Comune la partecipazione nella società commerciale Gesa Gas & Luce, oppure la sciarla sotto Gesam Spa. In attesa dunque che maturi un’interpretazione univoca delle nuove norme relative al mantenimento o meno dei capitali investiti in società di mercato, ogni ipotesi di accordo con Toscana Energia successivo alla scissione asimmetrica resta al momento sospesa».
Un piano in tre passi. La faccenda, dunque, si complica. E si rallenta. Per cercare di immaginare cosa accadrà, è utile immaginare tre “step”, tre passi successivi nei quali, almeno in ipotesi, si possa concretizzare il riordino della galassia Gesam.
Una super multiservizi. Il primo è il ritorno sotto la gestione pubblica dei servizi che ormai da anni sono stati definiti come illegittimamente affidati a Gesam spa e Gesam Energia. Si tratta di quello dei cimiteri comunali, di quello della pubblica illuminazione e di quello di gestione degli impianti termici in edifici pubblici. Semplicemente rescindere questi contratti illegittimi comporterebbe una spesa stimata a carico del Comune di circa 12 milioni. Per evitare questo esborso si immagina ora di passare il “pacchetto” (compresi i dipendenti) alla Lucca Holding Servizi, la società che si occupa della riscossione dei tributi comunali e delle multe. Una società che, di fatto, si configurerebbe come una vera e propria “multiservizi”, con una trentina di dipendenti e un fatturato ben superiore al milione di euro posto dalla legge Madia come il traguardo da raggiungere per giustificare la sopravvivenza di una società partecipata. Con l’affidamento a Lhs, inoltre, si eviterebbe la costituzione di una nuova società (come invece era stato ventilato in un primo tempo), eventualità non vista di buon occhio dal legislatore.
Ultimo punto - certo non da poco - questo passaggio potrebbe portare alla riscrittura dei contratti Sinergo e Calore, che legano oggi il Comune a Gesam Energia e che da molte parti vengono visti come veri e proprio contratti capestro (per le casse pubbliche).
Addio Gas & Luce. Secondo passo, la questione di Gesam Gas e Luce. Che svolge un’attività commerciale e non strumentale a favore del Comune, rendendo così dubbia la sua permanenza nell’orbita delle società pubbliche. L’amministratore unico della Holding Bortoli, in una sua recente relazione al sindaco, prevede un passaggio delle partecipazioni di GEsam Gas & Luce dal portafoglio di Gesam Spa a quello di Lucca Holding, con poi successiva valutazione se venderle o meno, in base alla compatibilità con la normativa. Una possibilità che, però, potrebbe essere superata da un’altra ipotesi: Gesam Gas & Luce potrebbe rimanere sotto Gesam Spa.Un passaggio che, se portato a termine, farebbe cambiare anche il valore degli asset di quest’ultima società e, di conseguenza, avrebbe impatto anche sull’eventuale accordo fra Comune e Toscana Energia. In soldoni, se la scissione asimmetrica alla fine riguardasse solo i servizi illegittimi e non Gesam Gas & Luce, il valore in azioni che il Comune dovrebbe dare a Toscana Energia sarebbe molto più basso: probabilmente meno di un 2%, che farebbe salire i soci privati dal 40 a meno del 42%. In questa ipotesi sarebbe Gesam spa ad occuparsi poi della vendita di Gesam Gas & Luce.
Il destino di Gesam Spa. E qui siamo arrivati al punto più delicato e, per certi aspetti, nebuloso. I primi due passi, infatti, dovrebbero essere messi nero su bianco entro marzo, quando sarà licenziata la nuova ricognizione/riorganizzazione delle partecipate. Il terzo, invece, può attendere. Al momento la road map prevederebbe un accordo fra Comune e Toscana Energia per operazioni societarie (come un aumento di capitale) che portino palazzo Orsetti a ridurre la sua quota fino al 20%.
Ma l’intera partita ora sembra potersi riaprire. Compresa la possibilità per il Comune di intavolare una trattativa con Toscana energia da posizioni più favorevoli in caso di vendita di Gesam Gas & Luce e quindi di grande liquidità arrivata nelle casse di Gesam Spa.
E poi c’è ancora un punto, certo non indifferente: avere un’interpretazione stabile di quanto prevede il decreto Madia non solo per le società commerciali (Gas & Luce) ma anche per quelle di distribuzione (come Gesam spa). Se alla fine passasse un’interpretazione “estensiva”, potrebbe anche essere che il Comune si debba spogliare di ogni residua azione in Gesam spa.
Ma di questo, con tutta probabilità, si parlerà solo dopo le elezioni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google