Il Tirreno

Lucca

“Così muore Mimì” Versione rivisitata dell’opera di Puccini

di Paola Taddeucci
“Così muore Mimì” Versione rivisitata dell’opera di Puccini

Al Giglio lo spettacolo con la regia di Cristina Mazzavillani in cui i giovani bohémien muoiono sotto i colpi di kalashnikov

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Mimì non morirà di tisi, ma per altra mano. E anche i suoi amici scapigliati e squattrinati moriranno. Tutti sotto i colpi dei kalashikov, come i giovani del Bataclan la sera del 13 novembre 2015 a Parigi.

È il finale – terribile e crudo – di “Così muore Mimì. La storia di Boheme nella Parigi di oggi”, rivisitazione dell'opera di Giacomo Puccini in programma sabato 3 dicembre al Teatro del Giglio per la stagione lirica e il festival Puccini Days. Ideato e diretto da Cristina Mazzavillani - moglie del celebre direttore d'orchestra Riccardo Muti, ma a sua volta nome importante nel campo della lirica -, lo spettacolo è del tutto innovativo. E non solo per il finale, ma per l'intera struttura, difficilmente classificabile perché finora non è mai stato fatto niente di simile. La regista lo definisce un dramma musicale per ensemble e voci, quasi come un film muto in bianco e nero, con colonna sonora dal vivo, capace di creare un affascinante affresco che mantiene inalterata la poesia originale.

Le melodie pucciniane, infatti, ci sono tutte, ma trasformate dal punto di vista ritmico grazie alla stesura di Simone Zanchini, che sarà in scena suonando la fisarmonica nella formazione musicale completata da tromba, violino, basso, batteria e tastiera. Ci sono poi una voce narrante, Franco Costantini – autore dei testi -, i cantanti, tre attori e sei ballerini, cinque dei quali provenienti dal Ravenna Festival di cui Mazzavillani è fondatrice, mentre la sesta, Miki Matsuse, è la storica anima dell'Ensemble di Micha van Hoecke.

Uno spettacolo sicuramente audace, pieno di rischi perché nuovo, ma totalmente rispettoso – assicurano i protagonisti - della poetica di Puccini.

Del resto è proprio il maestro ad aver “suggerito” a Mazzavillani – che venerdì 2 dicembre andrà in visita al Puccini Museum accompagnata, tra gli altri, dal sindaco Alessandro Tambellini - di osare. «Attraverso la musica sempre oltremodo contemporanea di Puccini – dice la regista– è possibile infrangere i confini in cui generalmente la si contiene: si può sognare di spingersi oltre il palcoscenico operistico e avere l'audacia di lasciarsi trasportare da questa musica, con tutta la sua poesia, la sua ironia, la sua commozione, il suo urlo».

E l'attualizzazione dell'eterna storia dei bohémiens parigini si lega alla strage del Bataclan, che quella sera di un anno fa piombò in tutta la sua drammaticità sul Ravenna Festival, mentre erano in corso le prove per la Trilogia d'autunno dedicata a Boheme e anch'essa ideata da Mazzavillani.

Per la regista, “Così muore Mimì” è l'ideale completamento di quel progetto, comprendente anche il musical “Mimì è una civetta”, rivisitazione in chiave pop dell'opera pucciniana. Era questo lo spettacolo inizialmente previsto per il festival Puccini Days, ma le dimensioni del palcoscenico del teatro del Giglio non ne consentivano la messa in scena.

«È stata una fortuna – racconta Mazzavillani – perché senza questo impedimento non sarebbe nato “Così muore Mimì”, che ci ha permesso un'ulteriore sperimentazione e ricerca». Tra l'altro i giovani cantanti protagonisti della rappresentazione a Lucca sono gli stessi che presero parte a “Mimì è una civetta”: tra loro Mariangela Aruanno, ora nel ruolo di Mimì, Giulia Matterella che è Musetta, Luca Marconi in Rodolfo e Paolo Gatti in Colline. Biglietti da 10 a 35 euro. Inizio ore 21.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera