Il Tirreno

Lucca

Ricorsi contro lo stop al porta a porta

L’associazione di categoria pronta a rivolgersi al Tar contro l’ordinanza di Porcari

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PORCARI. Un provvedimento che fa già discutere quello adottato dal sindaco Alberto Baccini che ha vietato la vendita dei contratti “porta a porta”. E che rischia di scatenare una guerra a colpi di carte bollate. Un'ordinanza, quella con cui il primo cittadino ha voluto tutelare i cittadini da possibili truffe, che è finito nel mirino di Univendita.

L'associazione di categoria non ci sta e boccia il provvedimento, pronto a fare ricorso al tribunale amministrativo regionale per impugnare gli effetti dei divieti se il sindaco di Porcari non rivedrà immediatamente i contenuti dell'ordinanza. «La legge non consente ai sindaci di vietare la vendita a domicilio con un'ordinanza - afferma Univendita in una nota a firma del presidente Ciro Sinatra - l' intenzione di garantire la sicurezza e la serenità dei propri cittadini è sicuramente lodevole e condivisibile ma non può tradursi in un provvedimento che impedisce di svolgere un'attività commerciale, come la vendita diretta a domicilio, prevista e regolata da leggi nazionali».

Secondo l'ordinanza del Comune di Porcari i promotori di contratti di fornitura potranno presentare le offerte solo dopo una specifica autorizzazione concessa dal Comune, oppure rischiando una multa da 160 euro. «Nessuna ordinanza comunale può impedire alle aziende di operare con il metodo del “porta a porta”, né può obbligare queste aziende a fare ulteriori richieste di autorizzazione ai Comuni - continua Univendita - totalmente inaccettabile, poi, è l'idea che un Comune metta a disposizione un'area-ghetto in cui relegare l'attività delle aziende di vendita diretta al domicilio del consumatore. Chi pratica la vendita a domicilio nel rispetto della legge lo fa, appunto, nelle case degli italiani. E per potervi accedere è già munito di un apposito tesserino di riconoscimento, rilasciato dietro autorizzazione dell'autorità di pubblica sicurezza. È un aspetto determinante per Univendita. Le pratiche commerciali disoneste devono essere perseguite con la massima determinazione: Univendita è la prima a richiederlo, a sostenere le leggi nazionali che già esistono a tutela del consumatore e a denunciare con forza le pratiche da Far West legate, ad esempio, alla vendita di contratti per l'energia, che danneggiano i consumatori e rovinano il mercato a chi opera in modo etico. È inammissibile e ingiusto che indistintamente a tutti i venditori a domicilio, fra l'altro un settore in crescita e ricco di opportunità lavorative, sia impedito di svolgere l'attività con cui mantengono le loro famiglie». (n.n.)

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