Il presidio
Favilla assolto nel merito dalla Cassazione
Sul finanziamento illecito delle amministrative del 2007 annullata la sentenza di condanna in Appello
LUCCA. La terza sezione penale della Corte di Cassazione assolve nel merito, annullando senza rinvio la sentenza di Appello, l’ex sindaco Mauro Favilla, 82 anni, e il presidente della Cooperativa Morelli, Marcello Federighi, 58 anni, accusati e condannati in primo e secondo grado di finanziamento illecito ai partiti. La vicenda risale alle elezioni amministrative della nostra città risalenti alla primavera 2007. L’ex primo cittadino venne condannato in primo grado a 9 mesi di reclusione e 8mila euro di multa per il contributo elettorale legato alla fattura di 3264 euro. Una fattura pagata dal presidente della cooperativa Morelli su richiesta dell'allora candidato a sindaco ed emessa dalla ditta "Emme & Emme" per la fornitura di carta e materiale di cancelleria per la campagna elettorale del 2007. Condannati in primo grado sempre per lo stesso reato a 7 mesi di reclusione e seimila euro di multa l'ex presidente dell'As Lucchese Libertas 1905, Fouzi Ahmad Hadj, 63 anni, e l'allora presidente della cooperativa di facchinaggio "Morelli", Marcello Federighi di S. Maria del Giudice. Assolto per la mancanza dell'elemento soggettivo (vale a dire la consapevolezza dell'azione od omissione nella commissione del reato) il mandatario elettorale di Favilla, Natale Mazzoni, 77 anni.
L’Appello. In Appello la pena per Favilla fu ridotta a sette mesi più 8 mila euro di multa, a Federighi sempre sette mesi più 6 mila euro di multa mentre per Hadj intervenne la prescrizione ad assolverlo dall’accusa. Sia per Favilla che per Federighi era stata concessa già in primo grado la sospensione condizionale della pena.
La Cassazione. Ieri a mezzogiorno, la Corte di Cassazione a cui avevano fatto ricorso i difensori di Federighi, l'avvocato Florenzo Storelli e di Mauro Favilla, l'avvocato Anna Francini, ha annullato la sentenza di appello mandando assolti e senza rinvio, per non aver commesso il fatto, sia Favilla sia Federighi.
Una sentenza che cinque anni dopo l’avvio delle indagini e nove anni dopo i fatti che ribalta le precedenti sentenze di condanna pronunciate dai giudici di primo e secondo grado. Tra l’altro il reato per entrambi era prescritto, ma la Corte si è pronunciata nel merito rilevando l’insussistenza delle accuse.
Luca Tronchetti
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