In 300 per vaccinarsi contro la meningite
Lunghe attese, c’è chi dovrà ritornare. Distribuite 150 dosi
LUCCA. Un signore di mezza età cammina avanti e indietro nel corridoio fuori dagli ambulatori, una donna tiene in mano un bigliettino con un numero e guarda il cellulare, un'altra compila il modulo con i dati personali per la vaccinazione. «A che numero siamo?» chiede un anziano affacciandosi alla sala d'aspetto, «ancora manca», risponde una signora con i capelli bianchi seduta con un gomitolo di lana arancione, mentre aspetta il suo turno per farsi la vaccinazione contro la meningite lavora a maglia. «Numero 97», chiama una donna che esce dall’ambulatorio con la mano sul braccio, « Sono io», esclama una ragazza, si alza ed entra nella stanza. In 300 ieri si sono presentati al centro vaccinazioni della cittadella della salute "Campo Marte". In una mattinata a più di 150 è stato somministrato, con un'iniezione nel braccio, il vaccino che protegge contro i ceppi del meningococco A,C,W,Y. Ieri il servizio è stato rafforzato con l'apertura di un secondo ambulatorio. Il giorno prima, infatti, così tante persone avevano chiamato l'ospedale chiedendo informazioni che le linee telefoniche del dipartimento di prevenzione si erano intasate. Come ogni giovedì, le vaccinazioni contro la meningite dovevano iniziare alle 9, ma un'ora prima c'era già il pienone. «Alle 8 ero qui e non si passava dalla gente che c’era» - racconta Yari, 20 anni, che aspetta appoggiato al muro. Si è vaccinato alle elementari ed è venuto per il richiamo. «Aspetto da più di due ore - sospira una signora di mezza età - hanno iniziato prima dell'orario, alle 8:10 il primo era già dentro, ma i tempi di attesa sono lunghi». Dato il forte afflusso di persone, dopo le 9 e mezza non erano più disponibili prenotazioni per fare il vaccino in mattinata. Chi è arrivato dopo è stato invitato a tornare agli ambulatori oggi durante l'orario per le vaccinazioni contro l'influenza o andare lunedì mattina al Centro Sanitario di Capannori. In attesa ci sono persone di tutte le età, ma la maggior parte sono adulti, come Federica, 53 anni. «Ho deciso ieri di farlo, i miei figli, entrambi ventenni, si sono vaccinati l'anno scorso, fosse per me l'avrei fatto prima, ma mi avevano detto che non era necessario, che ero fuori dall'età a rischio, ultimamente però un po' di paura mi è venuta e così ho preferito venire. Non mi aspettavo questa lentezza, di solito sono velocissimi, ma sono sicura che riusciremo a vaccinarci tutti». Non tutti sono pazienti.«Tutta quest’attesa è inammissibile - si lamenta una donna - nessuno ci chiama, ci vorrebbe uno schermo dove visualizzare le prenotazioni, forse dovrebbero organizzare dei giorni per gli adulti ed altri per i ragazzi». A metà mattina il direttore del dipartimento prevenzione Alberto Tomasi esce per rassicurare chi sta aspettando. «Verrete vaccinati tutti, ma per i più anziani non c'è rischio, quindi non c'è fretta, cerchiamo di dare la precedenza ai più giovani». Ad aspettare ci sono infatti diversi quattordicenni che hanno ricevuto la lettera di invito per vaccinarsi proprio questo giovedì e hanno avuto la sfortuna di trovare strapieno un ambulatorio generalmente poco intasato.
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