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Snai, scontro con i sindacati sugli ammortizzatori sociali

Snai, scontro con i sindacati sugli ammortizzatori sociali

L’Inps stabilirà quali misure di tutela potranno essere applicate ai dipendenti dopo la fusione Il 6 dicembre il prossimo banco di prova. Oggi i lavoratori in assemblea per decidere eventuali scioperi

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PORCARI. Adesso la palla passa all’Inps, che dovrà chiarire quali ammortizzatori sociali potranno essere applicati ai dipendenti Snai e Cogetech dopo la fusione con Cogemat. Un passaggio fondamentale emerso dal vertice di ieri a Roma tra azienda e sindacati. L’azienda ha firmato un verbale di incontro in cui pone come priorità la verifica con l'istituto nazionale di previdenza sociale. L’obiettivo dei sindacati è garantire un trattamento uguale per tutti i lavoratori. È sugli ammortizzatori sociali che si gioca ormai il braccio di ferro in questa estenuante vertenza. «È necessario superare le contrapposizioni con l'azienda - spiega il segretario regionale della Fiom Cgil, Massimo Braccini - bisogna fare chiarezza sugli ammortizzatori sociali, poi si discuteranno tipologia modalità». Alla maggior parte dei lavoratori Snai da oltre 15 anni viene applicato il contratto dei metalmeccanici e i contributi per gli ammortizzatori sociali sono versati. Diverso, come noto, per il settore del commercio che purtroppo non potrà godere degli ammortizzatori. Il prossimo banco di prova sarà l’incontro fissato per il 6 dicembre. Le posizioni, tuttavia, restano distanti su questo fronte. I sindacati (Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm) chiedono il ricorso ai contratti di solidarietà, mentre l'azienda sceglie la strada della cassa integrazione e conferma il piano di esuberi, che sembrano ormai inevitabili e sono stati ridotti da 90 a 83 a livello nazionale e da 65 a 62 (2 per il settore commercio e 60 con il contratto dei metalmeccanici) per la sede di Porcari. Un calo però dovuto al fatto che tre dipendenti hanno accettato il trasferimento a Milano.

La battaglia si sposta sul tavolo degli ammortizzatori sociali. Per i sindacati i contratti di solidarietà sono l'unico modo per evitare i licenziamenti e consentire all’azienda una ristrutturazione ed un rilancio. Nessuna procedura è stata ancora attivata. Troppi i nodi ancora da sciogliere. «Per la prima volta è comunque emersa la volontà comune, di applicare gli ammortizzatori sociali sugli esuberi» sottolinea Mauro Rossi, segretario provinciale della Fiom. «Non siamo soddisfatti dell'atteggiamento di Snai che ha confermato gli esuberi - commenta la segretaria provinciale di Fim Cisl, Narcisa Pellegrini - abbiamo proposto all'azienda di procedere con i contratti di solidarietà e torneremo a farlo il 6 dicembre». L'azienda ha dato la disponibilità a valutare la questione del monte ore per partecipare alle assemblee. Un risultato concreto e forse un segnale di disgelo dopo la tensione che aveva caratterizzato le ultime settimane. Intanto oggi è in programma un'assemblea dei lavoratori dalle 13 alle 14 in cui sindacati, Rsu e dipendenti decideranno le prossime mosse, che potrebbero portare ad un altro pacchetto di scioperi.

Nicola Nucci

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