Il Tirreno

Lucca

Vogliono recuperare un pezzo di storia Ma non c’è la strada

Cittadini disposti a sistemare un lavatoio del Settecento ma il sito resta irraggiungibile nonostante le promesse

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BORGO A MOZZANO. Non bastava l’esposto alla Procura di Lucca per denunciare il mancato intervento delle Istituzioni sulle frane, i cedimenti della carreggiata, lo stabile della dogana ormai in pessime condizioni. Il Comitato spontaneo di cittadini, nato per chiedere la sistemazione della strada provinciale 56, ha calato un carico da 90: «Vogliamo ristrutturare a spese nostre l’antico lavatoio della “Fontana vecchia” ma l’Unione dei Comuni della Media Valle del Serchio non ci mette nelle condizioni di poterlo fare».

Sì, perché i membri del gruppo in passato hanno già riqualificato la “Fontana di Tordello” sulla via per l’Orrido di Botri, e ora vorrebbero fare lo stesso con il lavatoio, ma il sito è pressoché irraggiungibile: «Per arrivare alla vasca in questione – spiega la portavoce del comitato Anna Maria Togneri – è necessario imboccare un breve sentiero che parte dalla dogana e scende fino alla località di San Sebastiano. Quello che abbiamo chiesto a più riprese all’Unione dei Comuni era la semplice pulizia del tratto e la rimozione di un pioppo pericolante che, dal 2015, ostacola il transito, oltre a incombere sulla provinciale 56. Si tratta di interventi comunque realizzabili con qualche mattina di lavoro da parte degli operai. Invece dopo tante promesse non è accaduto nulla».

Il lavatoio, costruito alla fine del 1700 con pietre scalpellinate, era utilizzato nel ‘900 dalle donne della zona per il bucato che veniva poi messo ad asciugare sui cesti di busso a San Sebastiano: «Dopo aver ristrutturato la vasca – prosegue Anna Maria Togneri – avevamo pensato di organizzare una festa annuale che riproduceva le antiche usanze delle nonne. Il sentiero potrebbe inoltre essere sfruttato per la realizzazione di un itinerario turistico visto i numerosissimi stranieri che soggiornano nelle strutture ricettive della zona o si recano in visita all’Orrido di Botri».

« Se L’Unione dei Comuni ci verrà finalmente incontro – conclude la portavoce – realizzeremo il nostro progetto; ci faremo carico della richiesta di tutti i permessi necessari alla riqualificazione del lavatoio e a procederemo con le opere di restauro».

Chiara Lammari

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