Snai in sciopero chiesto il contratto di solidarietà
Altre otto ore di sciopero (e oggi ne seguiranno quattro) per i dipendenti in attesa del vertice di lunedì a Roma
PORCARI. Contratto di solidarietà: è questo l'obiettivo dell'azione sindacale in vista del vertice di lunedì (alle 11 nella sede Snai di Roma) tra azienda e sindacati. Una soluzione che permetterebbe di evitare i licenziamenti, distribuendo il risparmio di ore sull'intero numero di occupati (quasi 500 nella sede della Snai a Porcari), oltre che uno strumento per mantenere le diverse professionalità all'interno dell'azienda.
«Lavorare meno, lavorare tutti», dice Massimo Braccini, segretario regionale della Fiom e coordinatore al tavolo nazionale sulla vertenza Snai. Un vecchio slogan delle battaglie operaie degli anni settanta sempre attuale, e che rappresenta un'alternativa concreta ai 64 esuberi annunciati dal colosso delle scommesse.
Intanto come annunciato i lavoratori Snai ieri sono tornati a incrociare le braccia, proclamando 8 ore di astensione dal lavoro. Sciopero che proseguirà anche oggi per le ultime quattro ore per protestare contro la riorganizzazione aziendale e difendere i posti di lavoro. «Siamo in attesa dei dati ufficiali (per l'inizio della prossima settimana ndr), ma l'adesione allo sciopero è stata buona – sottolinea Braccini – sia la scorsa settimana con il corteo fino al municipio di Porcari sia in questa occasione. Non permetteremo, come gli ultimi segnali fanno pensare, che la sede centrale di Porcari sia smontata pezzo dopo pezzo».
«C'è stata una risposta importante dai lavoratori, non ci sono divisioni tra i reparti – fa eco Roberta Tessandori Bernini della Rsu Snai – e anche chi non è presente fuori dai cancelli non è entrato, e sostiene la causa che è una causa di tutti. Uno sciopero contro gli esuberi, la modifica del regolamento aziendale, le intimidazioni di un'azienda che sta facendo di tutto per metterci l'uno contro l'altro. Lunedì ci aspettiamo un confronto chiaro e risposte sui contratti di solidarietà e gli ammortizzatori sociali».
Ma in ballo non ci sono gli esuberi. A livello contrattuale, dopo la fusione con Cogemat, c'è la questione degli addetti del settore del commercio (circa 70), rappresentati dalla Fincalms Cgil, che non hanno gli stessi ammortizzatori dei metalmeccanici, che sono la maggioranza alla Snai. Una disparità di trattamento che rende ancora più complessa la trattativa. Lunedì si saprà se ci sono spazi di confronto che possano rappresentare una soluzione della vertenza per il futuro. Altrimenti le prospettive per molte famiglie (e soprattutto per tante donne che rappresentano una grossa parte della forza lavoro della Snai) saranno drammatiche.
Intanto due interrogazioni sul caso ai ministri dell’economia e del lavoro sono state depositate alla Camera e al Senato dai parlamentari Pd Raffaella Mariani e Andrea Marcucci.
Nicola Nucci
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