Nuovo elettrodotto il comitato va all’attacco
Il presidente Kostner: «Invitiamo il Comune a definire con chiarezza il percorso» Preoccupa il possibile utilizzo della cava di Batano come sottostazione
LUCCA. Un nuovo no all'elettrodotto di Chiatri. In attesa della sentenza del Tar che è fissata per il 2017, il comitato "Chiatri e i suoi borghi e panorami" torna all'attacco del progetto di Terna per la realizzazione del nuovo elettrodotto ad alta tensione La Spezia-Acciaiolo nell'Oltreserchio.
«Come è noto Terna spa vorrebbe deviare e potenziare, nel territorio di Chiatri, le linee già esistenti spostandole nelle contigue frazioni di Compignano e Balbano - spiega Bruno Kostner, presidente del comitato Chiatri e i suoi borghi -realizzare nella dismessa cava Batano un mega sottostazione che occuperebbe oltre 53.000 metri quadrati, uno spazio grande come otto campi da calcio, dove le linee potenziate, da 132.000 e 380.000 volt, verrebbero sezionate in numerosi elettrodotti che invaderebbero le colline e la piana di Lucca in ogni direzione».
Il comitato sollecita il Comune di Lucca a definire, con chiarezza, il percorso che intende attuare per contrastare il progetto ed in particolare approfondire e valutare l'impatto finale che provocherebbe l'opera.
«Come comitato che rappresento ho molto apprezzato l'iniziativa del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Gabriele Bianchi, che ha presentato una mozione chiedendo un'indagine geognostica sull'area della cava - spiega Kostner -. Questo affinché dia una doverosa risposta a quei cittadini che durante alcune assemblee, svoltesi nella palestra di Nozzano, avevano esternato preoccupazioni per eventuali sversamenti di rifiuti tossici che potrebbero essere avvenuti nell'area in questione, quindi nocivi per la salute, l'ambiente e la falda della preziosa acqua».
I residenti, infatti, hanno testimoniato di un continuo viavai di camion per alcuni mesi, prima delle dismissione della cava Batano, in particolare durante la notte.
Episodi che avrebbero insospettivo proprio chi vive vicino all'ex cava.
«Perché il riempimento della cava non è avvenuto in pieno giorno alla luce del sole? - si chiedono ancora dal comitato - in merito alle indagini geognostiche nella precisiamo, comunque, che qualunque sia l'esito delle stesse rimaniamo decisamente contrari al progetto Terna sia nella soluzione originaria, presentata nel 2014, che nelle soluzioni presentate alla fine del 2015, in particolare quelle denominate A1 e A2 come specificato nelle relative osservazioni inviate agli enti preposti».
Alessandro Bientinesi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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