Il presidio
La Japan Town si allarga e “perde” il super ristorante
Il “Mangiappone” si è stabilito sugli spazi verdi lungo via dei Bacchettoni Nel Giardino degli Osservanti stand di videogiochi e piccole tensostrutture di gadget
LUCCA. Gli stand dove si mangiava il ramen non ci sono più o quasi nella Japan Town nel Giardino degli Osservanti del rinnovato complesso di San Francesco. Ci sono due mega stand col logo della Bandai Namco Entertainment, colosso giapponese di videogiochi, e ci sono decine di mini tensostrutture con tutto quello che di oggettistica giapponese si possa immaginare: dai ventagli in carta di riso alle bamboline di legno fatte a mano dagli artigiani orientali, alle scatoline da tè foderate di stoffa ai quaderni e via dicendo. Due temporary store con articoli analoghi - seppure, va detto, con molta meno varietà - si trovano all’esterno della Japan Town, in via della Quarquonia, in un fondo prestato da una lavanderia e in uno, di fronte, molto più grande.
Così la cittadella giapponese dei Comics, una delle più recenti moltiplicazioni di spaccati rappresentativi del mondo dei fumetti (la sua creazione risale al 2014) si rimodella seguendo una linea di nuovi bisogni di offerta e di consumo degli espositori da una parte e del pubblico dall’altra, col rischio di perdere caratterizzazione all’interno degli stand e anche di perdere biglietti, visto che quello che c’è negli spazi visitabili solo muniti di ticket spesso si può trovarlo anche nelle zone a ingresso libero. Si trovano fuori dal perimetro della Japan Town tradizionale (sono collocati in pratica sui giardini interni alle Mura lungo via dei Bacchettoni) anche il palcoscenico con esibizioni di cosplayer che riportano alle musiche del Sol Levante e il super ristorante Mangiappone: agli spettacoli possono assistere tutti e nel ristorante può mangiare chiunque, a prescindere dal fatto se abbia comprato il biglietto per Lucca Comics oppure no.
In questa Japan Town allargata, non più circoscritta dal muro del Giardino degli Osservanti ma estesa fino al giardino pubblico di via dei Bacchettoni, si percepisce un segnale di cambiamento del festival ancora da gestire, sul quale riflettere per rimettere tutto a regime e ripartire, per evitare che il festival piano piano possa tendere ad assumere i contorni di una fiera.
Un segnale che si avverte anche in altri punti del centro presi d’assalto dai temporary store, sbarcati - da quest’anno - anche in via Buia e che hanno completamente trasformato in questi giorni il “volto” di corso Garibaldi.
Barbara Antoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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