Il Tirreno

Lucca

Lo zombie fa scattare l’allarme

di Tiziana Gori
Lo zombie fa scattare l’allarme

Diretto a Lucca, un cosplayer truccato viene fermato alla stazione di Pistoia

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PISTOIA. «No, lei è meglio se questa roncola la lascia qui». L’agente della Polfer non ha indugi, poco prima qualcuno aveva chiesto il loro intervento e anche quello delle Volanti: «C’è un uomo che gira per la stazione con un coltello insanguinato (in realtà un falcetto ndr). Ha ferite dappertutto».

Fosse accaduto a Lucca quell’uomo sarebbe probabilmente passato inosservato, ma teatro dell’episodio è stata Pistoia, dove non c’è la “febbre da cosplay”. Quello sembrava l’ennesimo caso di cronaca nera in un luogo, come la stazione, dove aggressioni e liti non sono infrequenti. Poche sere prima un’altra telefonata alle forze dell’ordine avvertiva della presenza in piazza Dante Alighieri – nella stessa città – di un uomo con una scimitarra. Al loro arrivo, però, gli agenti non avevano trovato nessuno.

Eh sì, perché Luca Lazzeretti aveva evidentemente già fatto in tempo a tornare a casa. Era lui, anche quella sera. Tornava da Bologna, dove con gli ZombiE 2.0 era impegnato in dieci giorni di performance e distribuzione di volantini per la promozione di Mirabilandia. «Nessun problema a Bologna, solo qui a Pistoia, la mia città». Forse è deluso. Il falcetto, in ferro ma con la punta smussata, è un attrezzo del mestiere, un oggetto di scena.

Luca è un cosplayer, e fino al primo novembre sarà al Lucca Comics con il suo gruppo. Il falcetto gli serve per le rappresentazioni in strada con gli altri 5 performer: lui è, in quest’occasione, the farmer (il contadino).

«Brutta avventura con la polizia qui a Pistoia, mi hanno requisito un oggetto di scena per me fondamentale. Mi serve per fare le scintille in terra». Il punto è che in diversi non hanno capito che era truccato da zombie e che l’oggetto in mano non era pericoloso. Poche sere fa è avvenuta la stessa cosa per la scimitarra. Alcune persone hanno avuto paura.

«A Bologna – spiega Lazzeretti, 40 anni, da un anno negli ZombiE 2.0 – andavo struccato, perché avevamo un punto trucco fisso. Alcune volte tenevo in mano pistole, scimitarre... gli arnesi del mestiere. Stamani (ieri mattina ndr) sono dovuto partire già truccato, perché a Lucca non abbiamo un punto trucco. Sono venuto in stazione a piedi da casa mia. Mia moglie me l’aveva detto di mettere il falcetto in uno zaino, ma io non lo ritenevo indispensabile. Non mi sembrava un accorgimento necessario». Invece sarebbe stato utile seguire il suggerimento.

«Sembra che le persone si siano impaurite. Da una parte mi lusinga perché vuol dire che il trucco è riuscito, è fatto bene, ed è questo il nostro intento. Quello di portare un po’ di ansia, un po’ di colore zombie, di situazione horror. Dall’altra mi rammarica, perché uno tenta di lavorucchiare. Non è una professione, magari fosse una professione a tempo pieno... E puntualmente qualcuno ti crea dei problemi, per non conoscenza delle cose o per mancanza di volontà di capire. Basterebbe parlare e chiedere: si vede che è un trucco, che il falcetto è finto».

Luca Lazzeretti è un performer professionista, l’unico toscano degli ZombiE 2.0. I cinque colleghi sono tutti emiliani. «Faccio parte del gruppo da un anno. Il genere, quello degli zombie, mi piace e lo seguo fin da bambino, ma l’ho trasformato in un lavoro (part time) da poco più di un anno. Mi proposero una prova trucco e ... andò bene».

Con il cuore a George Romero e alla sua “Notte dei morti viventi”, e un’ammirazione sincera per “The walking dead”, gli ZombiE 2.0 si divertono e cercano di ricavare qualcosa dal loro divertimento. Ottobre è il mese migliore dell’anno: tutti i giorni performance itineranti in strada.

Un mese da sfruttare appieno per Lazzeretti, attualmente disoccupato. «Ho lavorato per 17 anni come restauratore di materiale lapideo. Poi la crisi ha colpito anche la mia azienda, i pagamenti non erano più puntuali e io e un altro collega abbiamo preferito andarcene. Ora lavoro una notte a settimana come portiere in un albergo».

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