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Lucca

La porchetta batte il ramen

La porchetta batte il ramen

I ristoranti sacrificano i coperti per vendere i panini, il cibo è un business

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LUCCA. Invasione doveva essere e invasione è stata. E non stiamo parlando dei migliaia di visitatori arrivati per il primo giorno dei Comics. Stiamo parlando dei temporary store, fenomeno definitivamente esploso in questa edizione. I numeri parlano chiaro: sono 70 le attività temporanee che, tra dentro e fuori le mura, hanno cambiato, per non dire stravolto, il volto della città. E in parte della sua economia.

Normale, certo, per un evento di portata mondiale. Ma un fenomeno da capire e analizzare, visto che proprio i negozi temporanei sono stati giudicati dalla stessa organizzazione come il rischio maggiore per lo sviluppo futuro dei Lucca Comics & Games. Basti pensare che dei 70 citati ben 43 sono quelli non alimentari. Con rivendita di gadget di ogni genere, ma anche libri e fumetti. C'è, poi, la parte alimentare: dopo le polemiche e le richieste di limitare i negozi temporanei da parte delle attività del centro storico, le rivendite di panini e bibite in centro sono stati limitati ad appena 4. Ben 23, però, si sono appostati fuori dalle Mura. Molti sono stati i controlli nella giornata effettuati da Asl e polizia municipale: verifiche su 17 dei 70 negozi a tempo. Praticamente un controllo ogni quattro temporary store. Irregolarità evidenti non sono emerse, ma la documentazione potrebbe farne emergere nei prossimi giorni.

La nostra analisi del fenomeno temporary store parte da quelli alimentari. I banchi fuori dalla mura hanno il chiaro obiettivo di intercettare il pubblico che, fin dalla mattinata, arriva con ogni tipo di mezzo ma, ovviamente, non soggiorna in città. All'interno delle Mura, però, rispetto allo scorso anno si nota un vero trionfo di panini. E qui i negozi a tempo sono limitati: sono, piuttosto, le altre attività del centro, ristoranti compresi, a fare di tutto per mettere in mostra sfilatini, schiacciatine e panini di ogni genere. Di solito il prezzo fisso è di 5 euro per il sandwich con bibita. E si nota immediatamente la porchetta piazzata in bella vista nella vetrina dove fino alla sera prima c'era una creperia. Fa affari d'oro. Così come i ristoranti sacrificano qualche coperto per lasciare spazio ai tavolini pieni di panini. Qualcuno si inventa pure la polenta alla spina, basta che sia qualcosa di veloce. Chi viene ai Comics non vuole perdere tempo nel sedersi e mangiare. Per quello la porchetta trionfa pure sul ramen, tipico cibo giapponese un po' sparito dai radar dei Comics. Presente, ovviamente, al Japan Town in piazza San Francesco così come all'ex campo Balilla.

Girando in centro, però, ci nota un vero e proprio boom dei temporary store. Le scia per le rivendite di questo tipo sono salite a 43 per questa edizione. Sono soltanto 2 in più rispetto al 2015, ma sembrano essere molto più accurate e selezionate. In piazza San Francesco, ad esempio, un negozio provvisorio è specializzato sul mondo di Harry Potter. Spostandosi in via Beccheria è comparsa una libreria al posto di un negozio di gioielli: in vetrina i fumetti di Zerocalcare, così accurata all'interno da non sembrare un negozio la cui durata sarà di appena 5 giorni. Una vera e propria concorrenza agli espositori degli stand? Beh, se colossi come Bonelli, con la Dylan Dog experience all'hotel Universo, e Panini, con un padiglione dedicato, si iniziano ad avventurare sul "terreno" del gratuito, questo può voler dire voler intercettare il pubblico senza biglietto.

Alessandro Bientinesi

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