Il Tirreno

Lucca

Il caso della provinciale 56 sul tavolo della procura

di Chiara Lammari
Il caso della provinciale 56 sul tavolo della procura

Come aveva più volte “minacciato”, il comitato si rivolge all’autorità giudiziaria «Gli enti hanno fatto poco, la Provincia si è limitata a mettere transenne»

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COREGLIA. Il comitato spontaneo di cittadini, nato per chiedere la riqualificazione della Strada provinciale 56, lo aveva detto tante volte: «O le istituzioni ci ascoltano o – aveva tuonato anche recentemente la portavoce Anna Maria Togneri – ci rivolgeremo alle autorità giudiziarie».

E così è stato: dalle parole si è passati ai fatti e gli abitanti della Val Fegana, di Tereglio e delle Valli hanno inoltrato formale esposto alla Procura della Repubblica. I problemi dell’asse viario si sono aggravati nel corso del tempo e più volte sono stati documentati anche sulle colonne di questo giornale. La voragine sviluppatasi in località “la Piazza” nel marzo del 2015, le frane e gli smottamenti creatisi nelle zone del “Frondaio” e del “Pero” nel febbraio del 2016, l’avvallamento della carreggiata al “Bacinello” sono solo la punta dell’iceberg di una situazione senza’altro difficile: «Consapevoli del pericolo cui quotidianamente siamo esposti – hanno scritto i cittadini – ci siamo rivolti per anni alla Provincia e agli altri enti interessati per chiedere loro di intervenire. Palazzo Ducale però si è limitato a transennare precariamente le voragini. L’idea dell’esposto parte da qui: dalla situazione di estrema pericolosità e dalla reiterata inadempienza rispetto agli obblighi di legge degli enti competenti».

Ciò che ha sempre preoccupato i residenti è la possibilità che la strada provinciale 56 finisca per essere interrotta: «La SP 56 per molti di noi – scrivono gli abitanti della zona – è l’unica via di accesso alle case, l’unica strada che ci collega al fondovalle, alle scuole, a luoghi di lavoro, agli ospedali, ai servizi in generale. Se il cedimento in località “il Pero” dovesse peggiorare 22 abitazioni rimarrebbero completamente isolate; così per la frana nella zona della "Piazza" che penalizzerebbe gli oltre 200 cittadini che vivono a Tereglio. La strada è inoltre l’unico accesso per il controllo dell’acquedotto che serve numerose località limitrofe». Atro punto citato nell’esposto è la questione dell’antica dogana, l’edificio monumentale che è da anni totalmente trascurato e, secondo i cittadini, anche in pericolo di crollo. L’Associazione Val Fegana in data 29 gennaio 2016 presentò alla Sovrintendenza un appello per sollecitarne l’intervento ma fino ad adesso niente sembra essersi mosso neppure in quella direzione. «Ciò che chiediamo alla Procura di Lucca – concludono i cittadini – è che indaghi sui fatti esposti ed individui le ipotesi di reato nonché i responsabili. Noi naturalmente restiamo a disposizione per ogni chiarimento o richiesta di informazioni».

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