Il Tirreno

Lucca

Lucca Comics, i negozianti che affittano incassano 500mila euro

di Alessandro Bientinesi
Via Beccheria a Lucca, invasa dai temporary store
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Via Beccheria a Lucca, invasa dai temporary store

Quasi una cinquantina i commercianti che chiudono per la kermesse. Chi apre un negozio a tempo non ha una sede fisica ma fa solo vendite online

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LUCCA. Un giro di affari impressionante. Per i commercianti lucchesi, 48 quest’anno, vale oltre mezzo milione di euro. Per l’indotto forse tre o quattro volte tanto. Sono i soldi, forse, più di ogni altra ragione a spiegare il boom dei temporary store. Quasi cinquanta quest’anno tra quelli alimentari e quelli di gadget di vario genere. In grado di muovere un impressionante giro di affari.

Il conto è piuttosto semplice. I commercianti lucchesi che hanno deciso di svuotare la propria attività sono 48 per questa edizione dei Comics. La media di un affitto giornaliero è di 75-80 euro al metro quadro. Per un negozio di 30 metri quadrati, dunque, per tutti i 5 giorni della manifestazione si può arrivare a spendere intorno agli 11mila euro. Certo, altri negozi si affittano a cifre più basse, ma la media fa arrivare il giro di affari per gli affitti temporanei a oltre 500mila euro. Una manna dal cielo per molti commercianti, un problema per gli organizzatori. Spaventati dall'esplosione del fenomeno temporary store che potrebbe causare una frenata nella vendita dei biglietti e il conseguente addio di molti standisti.

Chi c'è, però, dietro alla proliferazione di questi negozi in grado di vendere di tutto, dalle pantofole del cartone animato Drangon Ball, passando per gli occhialini di Harry Potter fino ai fumetti di Dylan Dog passando per maschere e pupazzi di ogni genere? La risposta è che molto spesso questi tipi di rivenditori hanno un loro spazio fisico dove vendere i loro prodotti al pubblico soltanto una volta all'anno, proprio ai Comics. La maggior parte dei negozi, infatti, per il resto dell'anno non esiste. O meglio, ha un magazzino ma effettua vendite soltanto online. Magari partecipa a delle fiere specializzate per i fumetti con un suo punto vendita, ma occupare un'agenzia di viaggi, un negozio di parrucchieri, una gioielleria per alcuni giorni è una caratteristica tipica solo dei Lucca Comics.

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Provengono da varie parti d’Italia, con un grande zoccolo duro concentrato a Roma. Dietro all’affare temporary store, ovviamente, ci sono anche delle agenzie immobiliari specializzate in questo tipo di eventi. Il meccanismo è piuttosto semplice: i rivenditori, principalmente che vanno per fiere e non hanno un loro spazio fisico ma vendono online, si rivolgono alle agenzie. Loro fanno il lavoro sporco: battere negozio per negozio nel centro di Lucca e fare varie proposte. Alla fine tornano dal rivenditore e finalizzano la trattativa. Non è raro, e lo abbiamo verificato in alcuni temporary store di piazza San Francesco, all’interno di un solo fondo ci sono più rivenditori. Questo, da un lato, serve a dividere le spese ma moltiplicare gli incassi. Un’azienda, infatti, magari vende pupazzi e l’altra fumetti. Un’altra ancora propone disegni fantasy. E poi ci mettiamo pure chi confeziona abiti per i cosplayer. Nessuno si fa concorrenza, anzi, rende il negozio temporaneo ancora più appetibile. Ecco perché affitti così alti possono essere sostenuti. E gli affari sono d’oro, anche se spesso il pos non esiste e gli scontrini non sono frequenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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