Il presidio
Ma Angelini attacca: «Violazioni di legge»
LUCCA. «Questo piano strutturale non s'ha da fare, perché viola la legge e infrange qualsiasi regolamento urbanistico finalizzato alla tutela del paesaggio. Senza considerare possibili manipolazioni,...
LUCCA. «Questo piano strutturale non s'ha da fare, perché viola la legge e infrange qualsiasi regolamento urbanistico finalizzato alla tutela del paesaggio. Senza considerare possibili manipolazioni, clientelismi e conflitti d'interesse».
Ci va giù durissimo Piero Angelini, capogruppo in consiglio comunale di Governare Lucca che va all'attacco della giunta, rea, secondo lui, della stesura di un progetto urbanistico scellerato che «nel caso andasse in porto, potrebbe avere spiacevoli conseguenze e pericolosi risvolti giuridici». Tutto nasce nell'aprile scorso, in seguito alla presentazione della cartografia del nuovo piano strutturale da parte della giunta comunale, contestata dall'opposizione, perché ritenuta lesiva ai danni di numerose aree agricole del Comune di Lucca che così andrebbero a scomparire, lasciando il posto a fabbricati o edifici a uso abitativo. 52 aree per 100.000 mq. di verde che da agricole diventerebbero edificabili.
«Per evitare ulteriori consumi di queste aree, spiega Angelini, e procedere alle necessarie verifiche, avevamo chiesto in commissione urbanistica una dilazione di una decina di giorni, ma con un diktat dell'assessora Mammini e della stessa giunta siamo stati tacciati di ostruzionismo, e accusati di operare nel chiaro tentativo di boicottare il Piano, il quale successivamente è stato portato all'attenzione della Regione che ha confermato le nostre perplessità, sollecitando, a sua volta, l'amministrazione lucchese a compiere una verifica generale». Una gestione definita sconsiderata anche dal prof. Paolo Baldeschi che indica il nuovo piano strutturale di Lucca come l'ultimo esempio di politica corretta del Partito Democratico della Toscana che “insegnerebbe a eludere, con oscuri artifici, legge e piano paesaggistico, a vantaggio di non si sa quali interessi”. «Ci siamo illusi, prosegue Angelini, che quattro mesi di requisizione del Piano (dal dicembre 2015 all'aprile 2016) da parte della Giunta, avrebbero prodotto un dialogo o quantomeno un ripensamento che facesse pensare alla possibilità di ricorrere a un piano strutturale interattivo, aggiornato costantemente in via telematica sulla base di interventi autorizzati, presentando una cartografia redatta sulla base della Carta tecnica regionale che nel 2010 l'amministrazione Favilla aveva ordinato per 156.000 euro, lievitati a 250.000 l'anno successione e nel 2014 consegnata all'amministrazione attuale».
Un progetto che, secondo Angelini, contiene molti lati oscuri, soprattutto per quanto concerne parecchie aree nella zona di Sant'Anna, San Filippo, dove è stato costruito il nuovo ospedale e San Concordio «in cui, guarda caso, vive l'assessore Mammini che, se i nostri sospetti saranno confermati, non è proprio un esempio di correttezza e va in conflitto d'interessi per una storia di condono per uso improprio di una zona agricola di sua proprietà». L'esponente di Governare Lucca contesta la cartografia del piano strutturale che non sarebbe commisurata col progetto attuale, poiché si rifà al 1996 ed è quindi datata. E chiede lumi alla giunta circa la motivazione di correzioni e modifiche della stessa che porterebbero alla trasformazione dell'assetto urbanistico e a un'ulteriore cementificazione del territorio, eludendo quel piano paesaggistico che stabilisce il divieto di costruire su aree a destinazione agricola. «Il quadro conoscitivo e quello propositivo della carta presentano ad oggi parecchie incongruenze circa la stesura del nuovo piano che ha tutti i requisiti per essere contestato».
Rossella Lucchesi
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