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Lucca

Comune-Regione, «non ci sono strappi sul piano strutturale»

Comune-Regione, «non ci sono strappi sul piano strutturale»

L’assessore Mammini: le osservazioni non sono bocciature «E sulle nuove costruzioni sarà la città a decidere»

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LUCCA. Non ci sono strappi tra il Comune e la Regione sul piano strutturale. L’osservazine di quest’ultima, spiega l’assessore Serena Mammini, « formulata “nello spirito di collaborazione, allo scopo di favorire lo scambio delle conoscenze per il miglioramento della qualità tecnica degli strumenti della pianificazione territoriale"” nel segnalare alcune specifiche, ma circoscritte e puntuali, richieste di controllo e verifica del piano strutturale adottato, ne sottolinea soprattutto la qualità e la conformità alla legge regionale e al piano paesaggistico. Il piano strutturale è un progetto all'altezza dei nostri tempi e in grado di risolvere gli annosi problemi della città, la necessità di una nuova strumentazione urbanistica ci spinge a lavorare con la determinazione necessaria a concludere positivamente e senza tentennamenti l'iter amministrativo».

Le osservazioni - sostiene Mammini - «non sono una bocciatura o una promozione: costituiscono un contributo imprescindibile a fare meglio. Non è vero che la Regione chiede a Lucca meno edificazione, in primis perché il piano strutturale non determina l'edificazione ma prevede i limiti per il prossimo piano operativo. Il cosiddetto dimensionamento, parola di cui molti si riempiono la bocca negli ultimi mesi, ha un raggio di previsione di almeno 15 anni e la nuova legge regionale vi include sia gli interventi di recupero, sia quelli di eventuale nuova edificazione. L’unità di misura del dimensionamento, che è un numero, è per legge la superficie utile lorda. Per determinare il dimensionamento per Lucca, senza raccontare favole, abbiamo lavorato sulle previsioni di incremento demografico e abbiamo calcolato, su base scientifica Istat, la dimensione media di un'unità abitativa nel nostro comune. In questi mesi, del resto, non sono mancati nemmeno “apprendisti stregoni” che hanno cercato di trasformare dati seri e numeri realistici per lo sviluppo sostenibile della città in apocalittiche colate di cemento. La Sul, pertanto, include i muri perimetrali, i pilastri, le partizioni e le scale interne, i vani ascensore, le logge, i portici, i sottotetti... in un Comune come il nostro, ricco di ville, palazzi storici di grandi dimensioni, villette bifamiliari non stupisce pertanto che l'Istat abbia rilevato che la media di superficie utile lorda per le abitazioni sia di circa 130 metri quadri. E dove sta il problema? A questo parametro ci siamo pertanto attenuti, perché verificabile e certificato».

I 26000 metri quadrati di Sul in meno che la Regione suggerisce (adottando 90 mq di Sul al posto di 130) «sono dati da un diverso parametro di riferimento che, se avesse validità e supporto scientifico, non avremmo alcun problema a fare nostro. Parliamo di 1.625 unità abitative da qui a 15 anni, possibili, non obbligatorie: sarà la città a decidere se ne avrà bisogno, considerando che nel numero sono incluse anche le residenze di edilizia sociale: ad oggi la domanda inevasa è di oltre 600 alloggi, e si stima sia destinata a crescere. Di cosa si parla davvero? Un'informazione o meglio disinformazione quasi terroristica, che paventa colate di cemento in agguato, a chi giova? Interventi che comunque rientreranno tutti nel territorio già urbanizzato, senza consumo di suolo agricolo. Se a qualcuno fa comodo immaginare strappi con la Regione Toscana o bocciature del nostro lavoro è fuori strada. Ma che almeno si discuta sulla verità e non si usi la difficoltà di comprensione, che uno strumento nuovo come questo piano strutturale può generare, per manipolare l'interpretazione dei dati a proprio uso e consumo, sparando frasi iperboliche ad effetto».

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