Italia
Matraia, conclusi i lavori alla chiesa
Scongiurato il pericolo di crolli, ora i paesani chiedono di studiare l’ossario
CAPANNORI. Il ritrovamento di un ossario dentro una stanza sotterranea durante i lavori di ristrutturazione del piazzale della chiesa avvenuto qualche mese fa ha suscitato interesse e curiosità tra i paesani. Sia chiaro, nessuna necropoli di particolare rilevanza storica ed archeologica. La Soprintedenza, informata del ritrovamento, al di là di una documentazione fotografica, non ha ritenuto la scoperta così interessante da giustificare un costoso intervento di catalogazione e conservazione dell'ossario rinvenuto sotto le volte nella parte sottostante il piazzale.
Del resto fino a Napoleone, con la costruzione di cimiteri fuori dalla città, le sepolture avvenivano all'interno delle chiese, appannaggio dei più ricchi, mentre i poveri erano regalati in fosse comuni all'esterno e quando anche queste erano piene gli scheletri spostati nelle gallerie dei chiostri o sotto i fianchi delle volte. Tuttavia la notizia, che avevamo anticipato in occasione della conclusione dei lavori, ha creato interesse nella frazione. Per i paesani questa scoperta potrebbe raccontare una parte della storia di Matraia.
«Certamente sarebbe un intervento importante dal punto di vista storico - dice il consigliere comunale della zona Mauro Rocchi -. Per catalogare i vari reperti e rendere l'ossario accessibile al pubblico, però, sono necessari migliaia di euro come riferito dalla Soprintendenza e in questo momento sono altre le priorità. Pertanto è stato deciso di chiudere la stanza e se in futuro ci saranno le risorse economiche sarà sempre possibile fare questo intervento di recupero della memoria storica».
Intanto è stato importante avere sistemato l'area del piazzale della chiesa di Matraia, grazie al contributo della fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, dei donatori di sangue Fratres e della parrocchia di Matraia e del Comune.
«Si è conclusa la prima fase di un progetto molto complesso approvato dalla Soprintendenza che ha portato a scongiurare il pericolo di crollo del muro adiacente alla chiesa - dice Don Renato Monacci - adesso speriamo di potere reperire le risorse anche per procedere con l’avvio delle varie fasi successive». (n.n.)
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