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Lucca

Impiegata della Prefettura, s’indaga su vecchi episodi

LUCCA. Una vita al di sopra delle proprie possibilità. E proprio dal tenore di vita dell’impiegata della Prefettura finita agli arresti domiciliari che gli inquirenti hanno iniziato un’indagine...

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LUCCA. Una vita al di sopra delle proprie possibilità. E proprio dal tenore di vita dell’impiegata della Prefettura finita agli arresti domiciliari che gli inquirenti hanno iniziato un’indagine destinata ad arricchirsi di nuovi capitoli. Graziella Sironi, 51 anni, di Antraccoli, si trova ai domiciliari con l’accusa di concussione per aver chiesto denaro in cambio di un suo interessamento su una pratica inesistente. L'impiegata ritenuta infedele dagli inquirenti era da tempo monitorata dalle forze dell'ordine e la sua difesa in sede d'indagine e in modo particolare nel corso dell'udienza di convalida davanti al capo dei gip Giuseppe Pezzuti non pare convincente e comunque suffragata da riscontri oggetti. Proprio ieri ha affianco al suo legale di fiducia, avvocato Rita Romani di Viareggio, un altro professionista: l’avvocato Alberta Cagnacci. Oltre vent’anni fa la donna ricopriva incarichi di maggior prestigio in seno alla Prefettura mentre attualemente era impiegata nell’ufficio rapporti con il pubblico che si trova nella sede distaccata in via Vittorio Veneto. I carabinieri stanno proseguendo l’indagine e sono attesi nel prossimo mese ulteriori sviluppi.

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