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Il sindaco all’attacco: «Non va riaperto l’impianto di Piteglio»

Il sindaco all’attacco: «Non va riaperto l’impianto di Piteglio»

LUCCA. Guerra aperta all'impianto di compostaggio di Piteglio dal quale, secondo l’amministrazione della cittadina termale, vengono rilasciate esalazioni maleodoranti non più sopportabili dalle...

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LUCCA. Guerra aperta all'impianto di compostaggio di Piteglio dal quale, secondo l’amministrazione della cittadina termale, vengono rilasciate esalazioni maleodoranti non più sopportabili dalle popolazioni di diverse frazioni e dalle attività ricettive e di ristorazione che attribuiscono ai cattivi odori la perdita di clientela.

In una lettera dura indirizzata agli amministratori e ai tecnici di Regione, Arpat e Asl, il sindaco Massimo Betti chiede che non sia concessa la riapertura dell’impianto e che anzi venga subito risolto il problema dei cattivi odori prodotti dai materiali stoccati nell' impianto di compostaggio.

Era sembrata cosa fatta un’intesa tra il Comune di Bagni di Lucca, Base srl che cura la raccolta dei rifiuti e la società di gestione dell’ impianto di Piteglio finalizzata alla sperimentazione di un macchinario che dovrebbe trasformare rapidamente in compost inodore gli scarti trattati. Ma nel frattempo l’impianto era stato chiuso in via cautelare dal sindaco di Piteglio e la sperimentazione è rimasta al palo. Nella lettera il sindaco Betti scrive che «su sollecito dei cittadini e dopo verifiche continue effettuate da questa amministrazione, siamo a chiedere un’immediata e tempestiva risoluzione dei rilevanti problemi igienico sanitari originati dall' impianto di Piteglio. Tale impianto - continua - risiede al confine col nostro Comune, ma gli effetti ricadono particolarmente nel nostro territorio. Le condizioni dell’aria non sono cambiate dalla chiusura dell'impianto; l'aria continua a essere irrespirabile creando problemi igienico sanitari e ambientali a Tana Termini che si propagano fino a Lucchio, Vico Pancellorum, Casoli, Ponte Coccia, Giardinetto, Ponte Maggio , Cocciglia, Limano, Astracaccio, Scesta e Fabbriche di Casabasciana».

«La cittadinanza - conclude - non è può più sopportare questi odori pestilenziali, anche per le conseguenze economiche devastanti per ristoranti, bar e strutture ricettive, con fuga e perdita continua di utenti. Ci opponiamo alla riapertura nelle attuali condizioni dell' impianto di Piteglio senza interventi migliorativi».

Emanuela Ambrogi

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