Il presidio
L’allarme dei Comics: i temporary store stanno uccidendo la manifestazione
Lucca, per Genovese e Vietina ci sono troppi negozi ed eventi fuori dagli stand. Visitatori non invogliati a fare il ticket, espositori danneggiati
LUCCA. «Il proliferare dei temporary store rischia di uccidere la manifestazione: con sempre più eventi e negozi mordi-e-fuggi che sorgono fuori dai padiglioni, non si incentivano i visitatori a comprare il biglietto. Così rischiamo di perdere gli espositori che sono il cuore della mostra mercato». Nell’anno del cinquantennale e dell’edizione più lunga della storia (5 giorni) ombre minacciose si stagliano sui Lucca Comics and Games. A lanciare un s.o.s. è chi sta in cima alla piramide: Renato Genovese ed Emanuele Vietina, rispettivamente direttore e vicedirettore dell’evento. «Il proliferare incontrollato dei temporary store sta cannibalizzando il pubblico dei visitatori – spiegano – Il ragionamento è semplice: se in giro per la città ho a disposizione gratuitamente una quarantina di negozi a tema e posso godere della vista e del divertimento dei cosplayer, il biglietto a che serve. Anche gli appassionati che vengono a Lucca per visitare le mostre e acquistare fumetti e giochi da tavolo sono sempre meno incentivati a comprare il ticket». Il fenomeno della migrazione del pubblico si può già misurare: il record di biglietti venduti risale al 2014 con circa 245mila ticket staccati, mentre lo scorso anno ci si è fermati a 225mila. Numero che, stando alle previsioni, dovrebbe essere replicato quest’anno nonostante la manifestazione duri un giorno in più. «Al momento abbiamo toccato quota 145.807 – spiegano Genovese e Vietina – ma molto dipenderà dai biglietti venduti sul posto nei giorni dell’evento».
A lungo andare il (presunto) calo dei biglietti rischia di portarsi dietro un altro problema: la diaspora degli espositori. Meno tagliandi venduti, meno pubblico negli stand e meno affari conclusi da chi dovrebbe essere il vero protagonista della manifestazione. Un primo segnale di quel che potrebbe accadere lo si è avuto già lo scorso anno. «Il sabato, che è il giorno clou della manifestazione – spiegano Genovese e Vietina – abbiamo registrato un leggero calo delle vendite nei padiglioni principali dei fumetti (piazza Napoleone) e dei giochi da tavolo (piazzale Carducci) e qualcuno ha storto la bocca. Il fenomeno ha riguardato soprattutto i prodotti rivolti alle famiglie, un target di pubblico meno motivato che evidentemente trova più facilmente quello che cerca anche fuori dagli stand».
I Comics ormai da qualche anno sono una gallina dalle uova d’oro (27 milioni di euro di indotto) su cui in molti hanno messo gli occhi. Soggetti che sfruttano la popolarità della manifestazione, fanno affari per 5 giorni e se ne vanno senza neppure dire arrivederci e grazie. Lasciano il sorriso solo sugli affittuari dei fondi del quadrilatero d’oro, che fanno lauti guadagni con canoni da urlo. Mesi fa alcune agenzie immobiliari di Milano hanno iniziato a contattare possibili espositori (e non solo) proponendo temporary store nelle vie del centro. I prezzi non sono proprio economici: si parla di cifre che oscillano tra i 10mila e i 4mila euro per 5 giorni, a seconda della posizione. «Ma lì hanno un pubblico più ampio perché vanno a intercettare anche i visitatori senza biglietto – spiegano Genovese e Vietina – Ed evidentemente se c’è gente disposta a pagare tanto, è perché il business funziona e il guadagno c’è». Lo scorso anno i temporary store non alimentari furono una quarantina e altrettanti ne sono attesi in questa edizione (domani si saprà il numero preciso). Troppi per non fare danno a una manifestazione che ha nei biglietti la principale fonte di reddito (70-80%) e negli espositori (molti di livello assoluto) la sua peculiarità. Occorre limitare il fenomeno con un intervento normativo come si è fatto, ad esempio, per i temporary alimentari (cosa peraltro non facile e non da tutti desiderata), altrimenti bisognerà trovare altre strade. L’extrema ratio sarebbe quella di chiudere l’intero centro storico a chi è sprovvisto di biglietto. Ma si spera non ci sia bisogno di arrivare a tanto.
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