Il presidio
C'è un sospettato per la morte di Otto
Il cagnolino fu lanciato da un’auto in corsa, dalla targa i carabinieri sono risaliti a un trentenne
LUCCA. C’è un sospettato per la morte di Otto, il cagnolino che perse la vita dopo essere stato gettato da un’auto in corsa (il reato contestato è quello di uccisione di animali). I carabinieri di Borgo Giannotti diretti dal maresciallo Carlo Zingale, in collaborazione con quelli di San Concordio guidati dal maresciallo Vincenzo Finocchi, hanno individuato – attraverso la testimonianza di due persone che presero il numero di targa dell'Opel Zafira da cui fu lanciato il cane – un romeno di circa 30 anni, con precedenti per reati contro il patrimonio e contro la persona.
Stando all'accusa durante una festa condominiale a San Vito, il bassotto, che la proprietaria lasciava libero sul piazzale accanto al suo appartamento, attratto dall'odore della carne arrostita si sarebbe avvicinato al barbecue. Essendo un animale docile, sarebbe stato preso in braccio dal romeno che l'ha caricato in auto e poi si è allontanato.
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Successivamente, nella zona di San Concordio, l'uomo avrebbe gettato dal finestrino l'animale, che poco dopo morì per le lesioni riportate. Sentito dai militari il romeno, che vive da tempo a Lucca, ha negato l'addebito. Ma gli inquirenti sono certi che sia lui la persona che ha preso la bestiola e che poi, forse per paura di essere stato scoperto e denunciato per furto, se ne è sbarazzato nel modo peggiore.
Adesso la palla passa al sostituto procuratore Antonio Mariotti che se lo riterrà opportuno può svolgere altri accertamenti oppure procedere con la richiesta di rinvio a giudizio.
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