Il Tirreno

Lucca

Sembra la fine del mondo ma è solo l’uscita di scuola

di Alessandro Bientinesi
Una Micra parcheggiata esattamente sul passaggio pedonale
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Una Micra parcheggiata esattamente sul passaggio pedonale

Lucca, parcheggio selvaggio e ingorghi: in via Elisa traffico in tilt e nessun controllo

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LUCCA. Uno sbarco alieno o magari Godzilla. Una catastrofe naturale di dimensioni bibliche. E perché no un incidente con macchine esplose ovunque e un attacco di massa di zombie assassini. Avete in mente quelle scene dei film apocalittici? Quelle dove da New York provano tutti a scappare a bordo delle loro auto per uno di questi motivi restando, ovviamente, bloccati con concerto di clacson e voci urlanti a ripetizione? Ecco, a Lucca uno sceneggiatore o regista dovrebbe farsi un giro nei giorni di apertura delle scuole. Meglio se all’uscita e con il bonus del giorno di pioggia (non torrenziale, bastano due schizzi). La Fifth Avenue in salsa lucchese è via Elisa. Ciò che provoca l’ingorgo oltre ad una vera e propria isteria collettiva per almeno un’ora, con parcheggi selvaggi, strade, piazze, rotatorie e persino aiuole intasate da auto di genitori e nonni in delirio, è la semplice campanella delle 13. Stiamo esagerando? Ecco, seguiteci nel nostro racconto e guardate bene le foto in pagina. Capirete che il problema è evidente, al di là delle battute da film apocalittico.

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L’inizio dell’invasione. Deve per forza essere successo qualcosa. Il pensiero va ad un incidente, forse qualcosa di grave. È piovuto e le strade sono bagnate. Ci può stare. Sto tornando da un servizio sugli autobus di studenti in viaggio da Altopascio a Lucca, strapieni e spesso in ritardo. Ma se il viaggio insieme a loro è stato “difficile”, quello che inizio a verificare alla rotatoria di ingresso a Porta Elisa è l’altro lato della medaglia. Auto private che letteralmente invadono, sono le 13.20 di un piovoso giovedì di ottobre, quasi interamente la rotatoria di Via Elisa. Cercando di capire cosa stia succedendo vengo richiamato dallo stridulo rumore di una frenata. Una Fiat Seicento grigia ha rallentato esattamente nel bel mezzo della rotatoria rischiando di essere tamponata da una Opel Agila verde che seguiva a poca distanza. Il motivo lo capisco presto. La Seicento sta parcheggiando davanti ad altre macchine che stanno occupando metà della rotatoria, riducendo notevolmente la corsia nella quale le altre provano con difficoltà a circolare. Il codice della strada sarebbe chiaro: non solo la sosta, ma anche la fermata non è consentita, con tanti di decurtazione di 2 punti dalla patente. Qui ne partirebbero almeno una cinquantina. Ma il peggio deve ancora arrivare.

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Aiuole e zebrature occupate. Sono sempre più vicino a Porta Elisa e noto subito tre auto a "cavallo" di aiuole e zebrature. Anche qui qualche genitore, zio, nonno o baby sitter è a bordo, altri invece no. Di agenti della polizia municipale o ausiliari del traffico neanche l'ombra. Una Citroen occupa una parte delle strisce, sul proseguo dell’attraversamento pedonale una Ford è piazzata in mezzo all’aiuola e alla fine c’è un’altra auto che impedisce il passaggio. Sui due lati delle strade di accesso a Porta Elisa ci sono mezzi ovunque in attesa degli studenti, in particolare delle medie Carducci. Sapete quanta distanza c’è fino alla piazza della scuola? Meno di 200 metri. Il semaforo prova a regolare il traffico, ma la pioggia rende tutto inutile: è sosta e traffico selvaggio, proprio perché gli studenti, a quanto pare, non possono percorrere neppure una brevissima distanza a piedi. A maggior ragione bagnarsi, fosse mai.

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L’inferno di Porta Elisa. Le urla delle persone, i clacson che suonano a ripetizione, auto in ogni dove. Attraverso Porta Elisa e per un attimo è come entrare all’inferno. Mi avvicino ad un altro attraversamento pedonale e lì vicino vedo subito una Nissan con due ruote sopra il marciapiede. Il genio, però, è una donna, forse una nonna di uno studente, che ha piazzato la sua Micra bianca in maniera, diciamo così, "creativa". Pare che la macchina abbia attraversato le strisce e si sia fermata con le ruote anteriori sul marciapiede. Il mezzo impedisce il passaggio proprio nel momento in cui arrivano diversi bambini a piedi e in bicicletta. La signora, recuperato il nipote, non fa una piega nonostante il numero di improperi ricevuti. Marcia indietro e via verso casa. Non va meglio, anzi, poco più avanti: marciapiedi non percorribili per carrozzine o passeggini, auto che partono e rischiano di investire bambini e genitori ogni 20 metri. Spazio per il passaggio non solo delle auto ma anche dei mezzi di soccorso. Un’ambulanza arriva, spazio per passare non c’è. Pare un film, invece è tutto vero.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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