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La rete LuccaBiodinamica premiata da Slow Food
Tre aziende lucchesi inserite per la prima volta nella guida Slow Wine Sono Fabbrica di San Martino, Podere Còncori e Tenuta di Valgiano
LUCCA. Se la provincia di Lucca è diventata terra, riconosciuta a livello nazionale, di colture biodinamiche, il merito va tutto ai tredici produttori resistenti che hanno deciso di convertire le proprie coltivazioni e introdurre un modello diverso di agricoltura. Coraggio o lungimiranza, poco importa. Ciò che conta, invece, è il risultato. Apprezzato dai consumatori e premiato anche da Slow Food, che per la prima volta ha assegnato la famosa chiocciolina a tre cantine lucchesi, appartenenti alla rete "LuccaBiodinamica".
La guida "Slow Wine 2017", infatti, presentata il 14 ottobre a Montecatini Terme, porta quest'anno anche i nomi di Fabbrica di San Martino (Lucca), Podere Còncori (Gallicano) e Tenuta di Valgiano (Capannori): tre aziende segnalate tra le migliori 193 di tutta Italia.
Un riconoscimento importante, che va al lavoro in vigna, portato avanti con sacrificio, esperienza e un pizzico di spensieratezza da Beppe Ferrua, Gabriele Da Prato e Saverio Petrilli, i tre vignaioli "slow" per eccellenza. «Un risultato - racconta Ferrua - che premia chi ha rispetto per il territorio, chi valorizza e conserva le qualità agronomiche dei propri terreni. Da quest'anno, "Slow Wine" premia con la Chiocciola solo aziende che non diserbano chimicamente: guardando le 193 cantine vediamo che la maggior parte lavorano con le certificazioni biologica e biodinamica. Quest'ultimo è il metodo agricolo che permette al territorio di esprimersi al meglio, con tutte le varietà di cui si compone».
Ferrua è vicepresidente della Rete LuccaBiodinamica, nata il 20 luglio 2016 al termine di un percorso di condizioni e riflessione avviato nel 2013 e che coinvolge tredici aziende agricole della provincia di Lucca - e attive nei comuni di Camaiore, Capannori, Careggine, Gallicano e Lucca. La sua Fabbrica di San Martino è in regime di agricoltura biodinamica dal 2002, insieme a Podere Còncori e Tenuto di Valgiano.
«Nel corso degli anni - continua - insieme a Saverio Petrilli di Valgiano e Gabriele Da Prato di Còncori siamo andati avanti con il nostro lavoro, e tutte le aziende vicine che ci hanno visitato sono poi passate alla biodinamica. Questo fa sì che oggi Lucca sia il distretto biodinamico più grande d'Italia».
Non son più solo gli standard a parlare di un vino: a questi si sommano oggi la luce, il calore, il suolo, i minerali. Come a dire che non può esserci vino che non guardi e non parli al territorio in cui nasce e alla storia da cui proviene: proprio come se in ogni bottiglia biodinamica si potesse leggere un racconto, un'eredità di conoscenza, riti, tradizioni, valori e percorsi che LuccaBiodinamica punta a far emergere e a valorizzare.
Alla Fabbrica di San Martino di San Martino in Vignale non si produce solo vino, ma anche olio e miele. . Oltre a Fabbrica di San Martino, Podere Còncori e Tenuta di Valgiano, ne fanno parte Fattoria Colleverde, Al Podere di Rosa, Calafata (società cooperativa agricola sociale), Macea, Tenuta Lenzini, Agricola Nico, Valle del Sole, Fattoria Sardi Giustiniani, Tenuta Mareli e Maestà della Formica.
Nadia Davini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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