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Pestaggio all’Ottavo Nano, ridotta la pena a Palmeri

Pestaggio all’Ottavo Nano, ridotta la pena a Palmeri

Lucca: due anni e otto mesi in Corte d’Appello all’ex “Generalissimo” dei disciolti Bulldog per l’aggressione ai danni di un cameriere costretto a un intervento maxillo facciale

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LUCCA. La Corte d’Appello di Firenze riduce di 14 mesi la pena inflitta in primo grado all’ex capo del disciolto gruppo ultras Bulldog - Andrea Palmeri, 37 anni, attualmente all’estero (nel 2015 sosteneva di essere entrato a far parte dell’esercito della nuova Russia) - accusato del pestaggio avvenuto nella notte tra l’8 e il 9 marzo del 2013 in via Cantore davanti al pub «Ottavo Nano». Vittima dell’aggressione il cameriere Stefano Benassi, 36 anni, un giovane di sinistra che dopo l’aggressione fu costretto a sottoporsi ad un intervento chirurgia maxillo facciale all’allora ospedale Campo di Marte.

Trenta mesi di reclusione. In primo grado con l’accusa di lesioni aggravate, porto abusivo di coltello e minaccia aggravata il «Generalissimo» venne condannato dal giudice Stefano Billet a tre anni e dieci mesi di reclusione usufruendo del rito abbreviato e quindi dello sconto di un terzo della pena. A distanza di due anni e mezzo da quella condanna i giudici di Corte d’Appello hanno rimodulato la pena condannando Andrea Palmeri, logicamente contumace, a due anni e otto mesi e 20 giorni di reclusione e confermando la provvisionale risarcitoria di 10mila euro alla vittima del pestaggio. L’impianto accusatorio quindi ha retto anche al processo di secondo grado.

L’imputazione. Stando all’accusa Palmeri aveva colpito al volto con un pugno per futili motivi il cameriere provocandogli un trauma cranico, la frattura della parete anteriore della mascella e dell’orbita sinistra, l’infrazione delle ossa nasali e una ferita al sopracciglio sinistro. Lesioni da cui derivava un’incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni superiore ai 40 giorni nonchè l’indebolimento permanente della vista. In quella circostanza Palmeri avrebbe minacciato Benassi puntandogli alla gola un coltello a serramanico dicendogli la frase: «Se tu non hai problemi, allora te li creo io». Nella stessa circostanza poi l’ex capo ultras della Lucchese brandendo il coltello a serramanico minacciava tre giovani che si trovavano fuori dal locale di via Cantore.

Arrestato. Per quella vicenda l’estremista di destra venne arrestato il 17 giugno del 2013 dalla squadra Mobile allora diretta dal commissario Virgilio Russo oggi vice questore di Ancona. Prima di quella data polizia e procura non avevano potuto procedere all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere perchè l’iniziale prognosi stilata dall’ospedale per il cameriere era di 27 giorni e quindi non consentiva l’arresto. Palmeri era rimasto nel carcere di San Giorgio sino al 13 settembre e dopo l’attenuazione della misura era tornato libero con obbligo di firma. Poi, prima del termine del provvedimento della sorveglianza speciale, ha lasciato l’Italia.

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