Il Tirreno

Lucca

Rifiuti, le morosità spalmate in bolletta

di Gianni Parrini
Rifiuti, le morosità spalmate in bolletta

Sistema Ambiente deve riscuotere 11 milioni di euro

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Non paghi la tariffa dei rifiuti? Poco male, Sistema ambiente ricaricherà le morosità sui bollettini dei prossimi anni. Il credito al momento ammonta a oltre 11 milioni di euro, che in parte (potranno essere spalmati in bolletta solo i crediti divenuti inesigibili) andranno a gravare sulla collettività. Così la furbizia di pochi si trasforma in un aggravio per tutti i contribuenti. È questo uno dei dati emersi a latere della commissione partecipate che si è riunita ieri mattina a palazzo Orsetti. Tema del giorno la richiesta di aumento di capitale presentata da Sistema ambiente per far fronte agli attuali problemi di liquidità. Oltre al presidente dell’azienda Matteo Romani, era presente Valerio Bertuccelli, ex amministratore delegato di Sa, rappresentante di Daneco, il socio privato che detiene il 47% delle quote (Lucca Holding è il socio di maggioranza con il 51,9%). La vicenda ormai è nota: la situazione economica di Sistema ambiente non è delle migliori, con una liquidità ridotta all’osso e un socio privato (Daneco) con più di un problema. Un quadro che ha messo in allarme le banche, che hanno chiuso i rubinetti. Per di più da quest’anno l’azienda si trova a gestire direttamente il rischio economico dell’attività: con l’introduzione della tariffa puntuale, i cittadini pagano direttamente a Sistema ambiente e non più al Comune. Ciò significa che eventuali mancati incassi per fatture non pagate incidono direttamente sul bilancio della società. Dal 2003 al 2015, invece, veniva pagata in dodicesimidal Comune, che aveva avvocato a sé il compito di riscuotere la tassa. In commissione Sistema ambiente ha presentato la delibera di aumento di capitale che verrà discussa martedì 25 ottobre in consiglio comunale. La seduta si è conclusa con 3 voti favorevoli, 1 astenuto e nessun contrario, ma il parere della commissione non è vincolante, solo consultivo. Secondo la delibera ogni socio dovrebbe partecipare all’aumento di capitale da 1.065.000 euro per la sua quota parte: Lucca Holding dovrebbe mettere 552mila euro, Daneco 500mila. Minori le cifre chieste ai Comuni di Borgo a Mozzano, Bagni di Lucca e Fabbriche che hanno quote bassissime.

Bertuccelli non si è espresso sulla volontà di Daneco di sottoscrivere l’aumento, ma si è concentrato su un altro aspetto: i soldi non riscossi da Sistema ambiente. Si tratta di 11 milioni di euro, alcuni dei quali risalgono addirittura al 2003 e vanno fino al 2012. In pratica l’intera della Tarsu. Questi soldi e parte di quelli che Sistema ambiente non riuscirà a riscuotere quest’anno (si parla di 3 milioni) verranno ricaricati in bolletta nei prossimi anni. Lo consente, o per meglio dire lo impone, il decreto “enti locali” del 2015. Il gettito della tassa, infatti, deve coprire tutte le “componenti di costo fisse”, tra cui anche le imposte non riscossa negli anni precedenti per i mancati pagamenti di contribuenti inadempienti. Il ricarico, però, riguarderà solo i crediti ormai divenuti inesigibili, quelli per cui non c’è più alcuna speranza di riscossione. Quanti degli 11 milioni lo sono? Questo dovrà dirlo Equitalia, che era affidataria della riscossione coattiva negli anni in questione (ora se ne occupa Lucca Holding servizi). Quel che è certo è che presto i contribuenti che hanno sempre pagato la tariffa si troveranno dei cospicui rincari per coprire le bollette dei morosi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera