Il presidio
Molestie su una bimba di 10 anni
Chiesto l’incidente probatorio dai genitori della piccina. Risulta indagato l’ospite di una comunità
LUCCA
. A distanza di quasi un anno una bimba che frequenta le scuole elementari porta ancora i segni delle attenzioni morbose di un trentacinquenne lucchese da tempo ormai resosi irreperibile. Soprattutto a livello psicologico con particolare riferimento alla soglia di attenzione che si manifesta soprattutto durante la lezione. Per questo motivo i genitori della piccina - tutti residenti in Lucchesia - dopo aver presentato una prima richiesta lo scorso maggio in procura hanno reiterato, attraverso il loro legale, una nuova istanza di incidente probatorio che serva a cristallizzare la situazione. Un’audizione della minore nella quale disporre una perizia per verificare la capacità del bambino a testimoniare e quindi assumere le dichiarazioni della vittima del reato di abuso sessuale.
L’episodio. La bimba, suo malgrado, si è trovata per un breve lasso di tempo da sola con un volontario di un’associazione della Lucchesia. L’episodio avvenne poco prima delle festività del Natale 2015. La mamma e il papà, impegnati nella loro attività, avevano lasciato la piccina per qualche ora del pomeriggio o di sera da quel giovane che ospitavano. Una persona di cui si fidavano, non sospettando minimamente che potesse far del male alla loro unica figlia. Proprio la bambina, con il suo improvviso atteggiamento ostile nei confronti di quel baby sitter improvvisato, aveva lasciato perplessi i genitori. Che, approfittando delle vacanze di Natale, avevano deciso di trascorrere quel periodo in montagna dai parenti nella zona del Veneto. E proprio nella quiete di quei monti la piccina si era aperta alla mamma. Non voleva più restare sola con lui, piangeva quando lo vedeva perchè nei suoi confronti aveva un atteggiamento decisamente morboso: la toccava e la palpeggiava nelle parti intime. Episodi che sarebbero avvenuti almeno 4-5 volte nel corso della fine del 2015. Il padre della vittima delle molestie, dopo aver appreso la verità, aveva affrontato quel collaboratore a cui aveva dato tanta fiducia e che invece, per l’accusa, lo aveva ripagato molestando sessualmente la sua bambina. I rapporti tra loro si erano subito interrotti tanto che il trentaseienne ha lasciato l’associazione e da allora si è reso irreperibile tanto che al momento la procura gli ha assegnato un avvocato d’ufficio.
La denuncia. All’inizio del 2016, senza passare dal protocollo del codice rosa, i genitori della bimba presentarono una circostanziata denuncia-querela nei confronti di quel giovane lucchese macchiatosi di un reato ai danni di una bambina che frequenta le elementari. Oggi il legale della famiglia chiede che la procura della Repubblica disponga l’incidente probatorio assicurando assistenza affettiva e psicologica alla minore vittima di abusi sessuali. Il tutto anche alla luce di un comportamento relazionale e affettivo che si è modificato in concomitanza con la terribile esperienza avuta.
Luca Tronchetti
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