Il Tirreno

Lucca

DAL TRIBUNALE DI LUGANO

Condannato ex dirigente di banca

Aveva giocato al Casinò di Campione 9 milioni di franchi dei clienti

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LUCCA. In quattro anni ha giocato per più di mille volte ai casinò di Campione e Lugano, più esattamente 1114 volte. E in ogni «visita» puntava tra i diecimila e i cinquantamila franchi. Domenico «Nico» Petrella, 56 anni, nato a Lucca dove manca da 25 anni ed ex dirigente dell'istituto di credito Julius Bär, è stato condannato in Svizzera a quattro anni e mezzo di carcere visto che i soldi mandati in fumo al tavolo verde erano quelli dei clienti dell'istituto di credito.

Nel 2014 Petrella si autodenunciò alla magistratura del Canton Ticino e ammise di aver sperperato tutti i soldi al casinò.

Quasi nove milioni di franchi svizzeri, pari a sette milioni di euro, anche se la sentenza parla addirittura di un buco da venti milioni di franchi svizzeri, circa quindici milioni di euro. La pena richiesta dalla procuratrice pubblica Raffaella Rigamonti era di sei anni e nove mesi, ridotti per la piena collaborazione dell'imputato.

L'ex dirigente lucchese aveva ammesso già due anni fa di avere un problema con il vizio del gioco.

La sentenza non soddisfa, però, il difensore di Petrella, l'avvocato Marco Masoni. Per le sue moltissime "visite", infatti, risulta che l'ex bancario era diventato il principale cliente del casinò di Campione. La Commissione federale sulle case da gioco ha, dunque, aperto un'inchiesta amministrativa per omissione nelle misure di sicurezza sociale. Il casinò di Lugano, invece, aveva già diffidato Domenico Petrella nel maggio 2014 e ha presentato un ricorso.

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