Il presidio
Sichi attacca il Collettivo casa «Fanno campagna elettorale»
LUCCA. «Chi sono i rappresentanti del Collettivo? Quello che stanno facendo è una sorta di terrorismo con gli abitanti delle case popolari di piazza Ariosto. In certe situazioni bisogna essere chiari...
LUCCA. «Chi sono i rappresentanti del Collettivo? Quello che stanno facendo è una sorta di terrorismo con gli abitanti delle case popolari di piazza Ariosto. In certe situazioni bisogna essere chiari e non fare campagna elettorale».
L’assessore al sociale Antonio Sichi da un lato va giù durissimo e risponde alle accuse mosse alcuni giorni fa dal Collettivo di lotta per la casa di Lucca (che accusava il Comune di voler promuovere un progetto, quello dei “Quartieri social” che riguarda anche San Vito, senza darne informazione ai diretti interessati). Dall’altro tranquillizza i cittadini.
«Nel comunicato del Collettivo si dice che il Comune non ha promosso alcuna iniziativa di informazione - spiega Sichi -. Questo non è vero, visto che di recente è stato fatto un incontro pubblico all’ex circoscrizione in via Simonetti. Prima di passare casa per casa, poi, dobbiamo vedere se e per quanto verrà finanziato il progetto “Quartieri social”. Adesso è prematuro presentarlo alla gente e poi tra due mesi dire che non se ne farà di nulla».
Come mai la scelta di demolire e ricostruire quella palazzina. «Ci sono aspetti tecnici e altri legati alle condizioni di una struttura risalente a più di 50 anni fa che richiedono un intervento radicale - dice ancora l’assessore -. Abbiamo chiesto un finanziamento alla Presidenza del consiglio dei ministri e quelle dei finanziamenti sono occasioni da non lasciarsi sfuggire per riqualificare intere zone della città. Posso capire il disagio dei cittadini, ma quando sarà il momento valuteremo le necessità e problematiche delle varie famiglie. Per loro questa è un’opportunità e bisogna ricordare che un’operazione del genere è stata fatta a Pontetetto, con 48 appartamenti demoliti e tra questi c’erano 6 proprietari». A San Vito gli appartamenti sono 35 e solo 2 sono di privati.
«I residenti non si devono preoccupare - spiega il presidente di Erp Francesco Franceschini -. Il progetto andrebbe a migliorare la sicurezza delle case nelle quali gli assegnatari andranno a vivere, secondo anche le norme previste oggi. Bisogna ancora aspettare che il finanziamento arrivi ma nessuno andrà a finire in mezzo alla strada. Tecnicamente ho solo dato la mia adesione ad un protocollo di intesa con tecnici che sono andati chiaramente a fare le verifiche del caso e altre le faranno in futuro. Non ci saranno forzature, ma solo un percorso condiviso con tutti».
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