Il Tirreno

Lucca

Equitalia, la rabbia dei dipendenti: «Non siamo cattivi»

di Alessandro Bientinesi

L’intervento di Simone Innocenti del sindacato First-Cisl Dubbi per i lavoratori nel passaggio all’Agenzia delle Entrate

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LUCCA. «Le notizie delle decisioni del Consiglio dei ministri di chiudere Equitalia entro sei mesi stanno preoccupando i suoi lavoratori. Ancora una volta il presidente del consiglio sceglie toni forti e scorretti per parlare alla pancia dei contribuenti italiani e conquistarsi il loro favore elettorale».

Non ci sta Simone Innocenti, segretario generale First-Cisl Toscana Nord, che i dipendenti di Equitalia, 42 quelli della sede lucchese a Guamo, diventino il capro espiatorio della campagna del governo.

«Renzi mette insieme elementi diversi giocando su equivoci e luoghi comuni - spiega Innocenti -. Dice che Equitalia confluirà nell'Agenzia delle Entrate e stabilità modalità operative meno drastiche di quelle attuali. Non dice, però, che fino ad oggi il governo non ha mai fatto leggi per ridurre interessi e sanzioni applicate dagli enti impositori, tra i quali proprio l'Agenzia delle Entrate, e per modificare strumenti esecutivi ritenuti vessatori. E non chiarisce, poi, come verrà effettuata l'operazione Equitalia-Agenzia. Le possibilità rimangono tutte sul campo perché molti nodi non sono ancora stati risolti, a partire dall'inquadramento degli oltre 8mila dipendenti dell'attuale concessionario e dalla difficoltà di un ingresso senza concorso, in particolare per i dirigenti».

Proprio la First-Cisl, il sindacato più importante dentro Equitalia con quasi un quarto totale dei dipendenti iscritti, a gennaio ha organizzato un convegno sul modello da seguire per il cambiamento dell'azienda, anche in base alle direttive consegnate al governo dall'Ocse. E nei giorni scorsi ha incontrato anche i lavoratori lucchesi.

«Non capiamo perché Equitalia e il suo personale debbano essere sempre brutti, sporchi e cattivi - precisa ancora Innocenti -. Sono l'ultimo ingranaggio di un meccanismo più ampio e complesso. In più restano le problematiche di traghettare Equitalia all'interno dell'Agenzia delle Entrate. Non bisogna dimenticare, infatti, che i dipendenti di Equitalia lavorano più ore rispetto a quelli dell'Agenzia delle Entrate e fruiscono di un monte ferie di 25 giorni dopo 10 anni di lavoro contro i 28 maturati dopo 3 anni, oltre ad avere retribuzioni diverse».

Per concludere dal sindacato arriva un messaggio diretto a Matteo Renzi. «Al presidente del consiglio che rinnova la volontà di chiudere Equitalia voglio ricordare che occorre e occorrerà sempre un soggetto che riscuota i tributi - conclude Innocenti -. E questo risponderà comunque a leggi dello Stato. Per quanto riguarda, infine, il caso di Lucca, ma in generale di tutti gli altri Comuni, sono almeno 4 anni che le amministrazioni sanno di dover "uscire" da Equitalia. I tempi sono sempre stati prorogati ma il termine ultimo, ormai, è fissato al prossimo 31 dicembre». Anche se certezze, anche per i lavoratori, attualmente non ci sono.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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