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Lucca

Raffaelli: «Manovre per favorire altri soggetti»

CAMPORGIANO. Pietro Raffaelli scrive al nostro giornale, dopo la notizia dell’interdittiva antimafia sull’agriturismo”Borgo Biaia” e spiega la sua posizione. Ripercorrendo le tappe della sua vicenda...

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CAMPORGIANO. Pietro Raffaelli scrive al nostro giornale, dopo la notizia dell’interdittiva antimafia sull’agriturismo”Borgo Biaia” e spiega la sua posizione. Ripercorrendo le tappe della sua vicenda giudiziaria e spiegando che le sue disavventure sono state dovute alla scelta del patteggiamento in primo grado, poi annullato in Cassazione. Ma dopo la sentenza definitiva del 2008 per associazione di stampo mafioso e riciclaggio - spiega Raffaelli - è stato proposto ricorso alla Corte europea per i diritti dell’uomo, perché «una tale sentenza può configurare una conclamata violazione dei principi del giusto processo», visto che la Cassazione riconfigurò, aggravandoli, i reati a carico di Raffaelli che non ebbe così modo di difendersi in dibattimento.

Venendo al caso dell’agriturismo di Camporgiano, Raffalli spiega che «hanno cercato in ogni modo di distruggere tutte le attività che i miei figli avevano intrapreso con particolare riferimento all’agriturismo». Dove i migranti furono messi dal custode giudiziale, togliendo di fatto dal mercato la struttura. E che ora potrebbe esser “fatto fuori” «per favorire altre strutture o altri soggetti anche nel campo dell’assistenza ai migranti».

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