Il presidio
Pegaso vola di più, ma Lucca resta senza piazzola
I nuovi protocolli per le patologie “tempo-dipendenti” richiedono un maggior uso dell’elisoccorso: missioni su del 50% in tre anni. Costo: 17 milioni
LUCCA. Volare, sempre di più. Sembra l'adattamento della canzone di Modugno ma in realtà è il dato che emerge dall'analisi delle missioni del 118 sul territorio dell'ex Asl 2 di Lucca. Negli ultimi 3 anni l'elisoccorso si è alzato in volo molto più che in passato. I numeri parlano chiaro: Pegaso è intervenuto 90 volte nel 2014, 123 nel 2015 e già 112 in nove mesi nel 2016 (il servizio è stato centralizzato il 19 gennaio), con una proiezione finale di oltre 140 missioni. Un incremento superiore al 50%.
Nuovi protocolli. Fino a qualche anno fa, quando si vedeva arrivare l'elicottero del 118 significava che c'era stato un incidente grave e che il ferito era in pericolo di vita. Ora non è necessariamente così: l'aumento delle missioni dell'elisoccorso è dovuto a un principio di cautela e all'introduzione dei nuovi protocolli di "centralizzazione" delle patologie definite "tempo-dipendenti", quali trauma, arresto cardiocircolatorio, insufficienza respiratoria acuta, infarto, ictus. «Sono tutte situazioni in cui il trattamento sanitario entro le prime ore può risultare decisivo per salvare la vita al paziente - spiega la dottoressa Maria Grazia Lencioni, responsabile territoriale del 118 Lucca - Centralizzare un soggetto significa portarlo nell'ospedale più adatto al trattamento di quella patologia: i traumatologici e gli aneurismi vanno a Pisa, mentre ictus e infarto vengono trattati a Lucca. I traumatici in cui sono coinvolti i bambini, invece, vanno al Meyer di Firenze. Questi protocolli sono stati definiti a livello regionale e questo ha portato un maggiore utilizzo di Pegaso. Per quanto riguarda il nostro territorio, occorre dire che le distanze facevano sì che l'utilizzo dell'elisoccorso da Castelnuovo a Lucca fosse frequente anche in passato mentre l'aumento dei voli da Lucca verso altre città è in gran parte determinato da queste nuove procedure». C'è poi da distinguere tra interventi primari (la grande maggioranza, quelli in cui si prende la persona sul luogo dell'incidente e la si porta all’ospedale più adeguato) e secondari (quelli per il trasferimento di un paziente da un nosocomio all'altro).
La golden hour. Insomma il traffico sopra le nostre teste sta aumentando e i Pegaso (gli elicotteri sono 3, con basi a Firenze, Massa e Grosseto) sono fra gli utenti principali delle autostrade del cielo. La maggior parte degli interventi riguardano eventi di natura traumatica (ad esempio gli incidenti stradali), per questo il 75-80% dei voli fa il tragitto da Lucca a Pisa. «Questo consente di far arrivare il paziente nel luogo più adatto in breve tempo – spiega il dottor Andrea Nicolini, responsabile della centrale operativa 118 Alta Toscana, che riunisce i territori di Massa, Lucchesia e Versilia – La centralizzazione ha senso solo se avviene nella cosiddetta “golden hour”: 30 minuti tra la chiamata al 118 e l’arrivo dei soccorritori sul posto; altri 30 minuti per il trasferimento nell’ospedale più adatto. E in questo arco di tempo che si salva la vita del paziente. E l’elisoccorso è fondamentale. Da Lucca a Cisanello in volo ci vogliono tra gli 8 e i 10 minuti. In auto, invece, ci si impiegano 30-35 minuti. Per Firenze, invece, ci vogliono 20 minuti via aerea e oltre 45 su strada. Senza contare che l’elicottero è più sicuro dell’ambulanza, perché in casi di traumi alla colonna vertebrale non ci sono scossoni e sobbalzi che possono far danno al paziente. Inoltre per gli incidenti a “dinamica maggiore” l’elisoccorso viene mosso in via precauzionale ancor prima dell’arrivo delle ambulanze. Infine Pegaso viene utilizzato per recuperi in zone difficilmente raggiungibili via terra».
Pegaso, quanto mi costi. Tutto ottimo. Ma in un’epoca di continui tagli alla sanità, viene da chiedersi se l’utilizzo “intensivo” dei Pegaso non sia un costo eccessivo. La direttrice generale dell’Asl Maria Teresa De Lauretis ha ribadito in una conferenza dei sindaci di qualche tempo, che «farli volare o tenerli a terra costa allo stesso modo». «Questo dovete chiederlo alla Regione – spiega Nicolini – Noi gestiamo solo gli interventi seguendo i protocolli, il budget non è affar nostro». I costi ci sono e sono in crescita: per il 2016 la Regione ha stanziato 17,2 milioni di euro per lo svolgimento del servizio di elisoccorso (l’anno prima la cifra era di 16,4 milioni). Il finanziamento è così ripartito: 6.600.000 euro ciascuna per le aziende sanitarie Toscana sud est e Toscana nord ovest (la nostra), dove operano i due apparecchi Pegaso 2 (Grosseto) e Pegaso 3 (Massa), che fanno entrambi servizio diurno e notturno; 4.000.000 alla Asl Toscana centro, dove opera Pegaso 1 (Firenze), che svolge il solo servizio diurno. Gran parte della spesa è determinata dai costi fissi (il cosiddetto stand-by, i piloti, la gestione delle basi e il personale sanitario), il resto è determinato dai minuti volati e dal carburante consumato. La ditta esercente il servizio è la Inaer Italia, che appartiene alla galassia del gruppo Babcock operatore leader nei servizi di engineering nei settori della difesa, energia, telecomunicazioni e trasporti, presente in 5 continenti con oltre 28.000 dipendenti. Inaer si è aggiudicata il bando nel 2009 per nove anni.
Il problema della piazzola. L’elisoccorso viene utilizzato sempre di più e paradossalmetne Lucca è priva di una pista di atterraggio. O meglio ce l’ha ma non è utilizzabile. La vicenda è nota. L’eliporto realizzato al nuovo ospedale San Luca è inutilizzabile, perché troppo vicino alle abitazioni: appena 38 metri. L’Asl ha aperto un contenzioso con il concessionario che ha fatto i lavori (Sat spa) che è pendente al Tar. Per il giorno si è trovata una soluzione di emergenza: gli spalti delle Mura. Ma di notte non c’è l’illuminazione necessaria e atterrare è impossibili. «Un elisuperficie per Pegaso sarebbe importante – spiega Andrea Nicolini, responsabile centreale 118 Alta Toscana – Permetterebe di centralizzare al San Luca alcuni casi della Garfagnana anche se non si tratterebbe di grossi numeri. Ma se un evento tragico come la strage di Viareggio fosse avvenuto a Lucca non avremmo avuto l’elicottero...». Si erano cercate delle soluzioni alternative ma per ora senza successo: il piazzale dietro le Poste, il campo sportivo di San Filippo e infine il Porta Elisa (basterebbe accendere una torre faro). Al momento però è tutto sospeso in attesa del Tar.
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