Il presidio
Messa in prova per la cancelliera
Dopo il comandante dei vigili urbani anche l’ausiliaria del tribunale opta per i lavori socialmente utili
LUCCA. Dopo il comandante della polizia municipale Stefano Carmignani, 52 anni, indagato per falso ideologico e peculato d’uso anche l’ausiliaria del tribunale di Lucca, Antonietta Borriello, 51 anni, residente a Viareggio, accusata di peculato e truffa ai danni dello Stato, potrebbe usufruire dell’istituto della messa in prova e cavarsela svolgendo un’attività riparatrice in favore del tribunale di Lucca. Eviterebbe così un processo pubblico, con il conseguente clamore mediatico, e soprattutto il reato (che quindi esiste) sarebbe estinto una volta eseguito il programma di lavori socialmente utili solitamente legati alla propria professionalità. Il tutto con il beneplacito del giudice. La richiesta è già stata presentata il 7 ottobre scorso dal professor Enrico Marzaduri e dall’avvocato Mario Barsanti, legali della Borriello, al gup Giuseppe Pezzuti che ha fissato l’udienza per la messa in prova per gennaio 2017. Un'istanza che, se accolta, comporta la sospensione temporanea del procedimento. Nel frattempo verrà formulato un programma concordato con l'ufficio esecuzione penale esterna che ha sede a San Concordio. Un piano con attività riparatorie per la parte offesa (il tribunale di Lucca) e che, in caso di programma svolto in modo adeguato, consente al giudice dell'udienza preliminare di dichiarare l'estinzione del reato per esito positivo della messa alla prova. L’indagata potrà anche svolgere attività di volontariato gratuita nelle aziende sanitarie della Versilia o prestare la sua in associazioni legate all’assistenza agli anziani o alle persone portatrici di handicap. Valutato il programma, a gennaio, il gup lo dichiarerà idoneo o non idoneo. Nel primo caso il procedimento penale verrà sospeso in attesa della valutazione del giudice che al termine dell'attività riparatrice dichiarerà estinto il reato. Nel secondo il procedimento andrà avanti e il giudice deciderà o meno sul rinvio a giudizio. In tema di sospensione del procedimento con messa alla prova qualora venga rigettata dal gup, l'imputato può impugnare la decisione con ricorso per Cassazione.
Le accuse. Per la procura la donna - attualmente addetta alla cancelleria penale del tribunale di Lucca - agendo in violazione dei doveri inerenti a un pubblico servizio e comunque con abuso di relazioni d'ufficio avrebbe fatto utilizzare per almeno 35 giornate lavorative il proprio tesserino elettronico marcatempo a persone non ancora identificate che per suo conto provvedevano a segnare in modo falso l'ora di uscita. Lei, per il pm, in realtà si trovava a Viareggio nel luogo di residenza oppure al mare.
Quell'utilizzo da parte di terzi del «badge» induceva in errore il funzionario dirigente del tribunale di Lucca sulle ore di lavoro effettivamente prestate. In sostanza risultava che lei era in servizio mentre in realtà non c'era e conseguiva in tal modo un ingiusto profitto economico causando un danno all'amministrazione pubblica. I fatti contestati sarebbero avvenuti tra il giugno e il 28 settembre del 2015.
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