Il presidio
E’ IL MOMENTO DI TORNARE A INVESTIRE NELLE AZIENDE
PRATO. Prato ha bisogno principalmente di crederci. E di investire nelle proprie aziende tessili. Non ha dubbi il presidente di Confindustria Toscana Nord, il pratese Andrea Cavicchi. Al di là di...
PRATO. Prato ha bisogno principalmente di crederci. E di investire nelle proprie aziende tessili. Non ha dubbi il presidente di Confindustria Toscana Nord, il pratese Andrea Cavicchi. Al di là di quello che può venire richiesto in termini di progetti e infrastrutture al Paese e quindi agli amministratori (e non è poco quello che servirebbe) il primo passo è in realtà quello di tornare a fare investimenti. A partire proprio dai colleghi imprenditori.
«In questo momento - commenta Cavicchi - c’è grande frenesia. E' un territorio, quello di Prato, molto fertile dal punto di vista della crescita anche se, probabilmente oggi i protagonisti sono i colleghi cinesi. Tra i pratesi qualcuno sta crescendo e investendo, ma molti altri hanno forti dubbi mentre invece ci sono potenzialità che andrebbero sfruttate» .Il settore che va è quello della tradizione, il tessile-abbigliamento, anche se il momento d’oro lo sta vivendo prevalentemente il segmento del pronto moda (la fase della confezione degli abiti) con la città che sembra un hub europeo per la produzione e l’acquisto. Pronto moda fa però quasi rima con occhi a mandorla. E quindi? «E’ ormai evidente che nei prossimi anni - è convinto Cavicchi - la nostra città sarà un nucleo produttivo ancora più importante di quello che è oggi. Stiamo attraendo investimenti e molte case di moda stanno investendo nel nostro territorio. Non possiamo quindi pensare che anche la produzione dei tessuti non possa da questo ricavarne delle opportunità. Ci sono aziende che dimostrano che c’è sempre un mercato interessato ai nostri prodotti ma sono quelle realtà che hanno investito anche negli anni della crisi quando di Prato si parlava solamente per raccontare dello sfruttamento nelle aziende orientali e dell’illegalità diffusa. I controlli sia chiaro non possono rallentare ma nell’immaginario collettivo il nome della nostra città oggi finalmente viene abbinato anche ad altri concetti come quello di qualità, contemporaneità e sostenibilità». Sostenibilità, ad esempio, è uno dei temi su cui il presidente Cavicchi ha investito molto. «La campagna che abbiamo fatto scegliendo di aderire a Detox (rispetto dell’ambiente nella produzione di filati e tessuti ndr) ha pagato anche in termini di immagine. E’ servito ad inserire nel dibattito pubblico il tema del rilancio della città e anche la vicinanza a Firenze, finalmente, viene sfruttata un po’ di più. Prato sta beneficiando dell’interesse che c’è per la Toscana con le scuole di moda e il vivace mondo della cultura». Intanto per il 26 ottobre saranno presentate tutte le novità sulla ricerca del Detox in un convegno. «Stiamo dimostrando - conclude il presidente della locale Confindustria - come si possano eliminare sostanze tossiche dai processi utilizzando prodotti chimici sempre migliori. In un anno, dal momento in cui abbiamo aderito al progetto di Greenpeace è già cambiato il tipo di prodotto che viene fornito e utilizzato per produrre i nostri filati e i nostri tessuti».(i.r.)
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