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Scontro tra sindacati sul caso della Kme Cisl critica la Cgil
«Si parlava dell’accordo e la Fiom mangiava la porchetta» Il segretario Fim-Cisl Pellegrini punta il dito su Mauro Rossi
BARGA. «Dove eravate voi della Fiom quando veniva discusso l’accordo del 22 giugno scorso sulla Kme? Forse a mangiare la porchetta». Narcisa Pellegrini, segretaria nazionale Fim-Cisl Toscana Nord, non la tocca per niente piano. Risponde così alle dichiarazioni di Mauro Rossi, segretario provinciale di Fiom e Cgil, che ieri confermava di non aver nessun accordo con Kme.
«Ci risiamo. La Fiom manda in scena il secondo atto di una tragedia tutta interna alla sua organizzazione sindacale invitando i suoi iscritti e lavoratori in Kme a fare da spettatori - dice Pellegrini -. Ricordiamo al segretario provinciale Rossi, che non è venuto al tavolo della trattativa di sito e che pretende di dare "lezioncine", oltreché leggersi attentamente la parte nei numeri, che l'accordo di sito, così come previsto il 22 giugno scorso e sottoscritto anche da Fiom, prevedeva espressamente il ricollocamento dei lavoratori, E allora dov'eravate voi della Fiom quando veniva discusso questo passaggio? A mangiare la porchetta. E perché avete firmato? Perché tra i lavoratori avete favorito il sì all'accordone?».
Rossi, poi, sosteneva che la firma tecnica aveva lo scopo di sottoporlo alla consultazione referendaria. «Ricordiamo però alla Fiom che, essendo parte integrante dell'accordone, i lavoratori si sono già espressi il 10 Luglio votando sì con una maggioranza del 77% - dice ancora Pellegrini -. Essendo la Rsu espressione delle volontà dei lavoratori, il mandato a firmare l'accordo di sito è stato già dato! Per maggiore informazione la firma tecnica è "utile a certificare e ratificare le intese raggiunte, diversamente non si firma nemmeno l'ipotesi».
Per il segretario di Fim-Cisl, poi, adesso è il momento di guardare avanti. «A forza di guardare lo specchietto retrovisore rischiano di non guardare mai davanti - aggiunge Pellegrini -. Il futuro dei lavoratori di Kme si costruisce da subito, anche per coloro che saranno inseriti nel programma formativo, consapevoli che, come abbiamo scritto e così come previsto dalle leggi, nel 2018 tutti i circa 600 lavoratori saranno ancora parte di una futura riorganizzazione che auspichiamo riprenda la produzione. Noi siamo unicamente interessati al mantenimento dei posti di lavoro a Fornaci con il maggior numero possibile dei lavoratori ma soprattutto siamo interessati all'attuazione del piano industriale che, come indicato nell'accordo, lanci e rilanci il sito della Mediavalle; è per questo motivo che continueremo a dialogare con l'azienda affinché continui a garantire l'occupazione a Fornaci di Barga».
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