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Lite sulla strada chiusa allo stadio «Ci crea solo disagio»

Lite sulla strada chiusa allo stadio «Ci crea solo disagio»

Lettera aperta al sindaco sul blocco alla fine di via Campioni Ma c’è anche chi difende la scelta del Comune

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LUCCA. Quelle transenne, spuntate da un giorno all’altro senza alcun preavviso non vanno giù a diverse centinaia di famiglie. Che affidano la loro protesta a una lettera aperta al sindaco. Ma, dall’altra parte, ci sono anche dei residenti che difendono la nuova sistemazione della vibilità. E così lo scontro si trasferisce, a colpi di pennarelli, sui cartelli di divieto installati dall’ufficio traffico.

Succede nel quadrilatero compreso fra viale Castracani, via Barbantini, via Giovannetti e la ferrovia Lucca-Aulla. Zona residenziale, a due passi dallo stadio e dall’ex ospedale Campo di Marte. Oggetto della discussione è la chiusura al traffico che il Comune ha disposto alla fine di via Campioni, realizzando alcuni posti auto e soprattutto mettendo le transenne che impediscono il passaggio sulla “vietta” che costeggia il sottopasso di viale Castracani.

Secondo Orazio Colibazzi, che si è fatto interprete del malcontento e ha preparato la lettera aperta inviata direttamente al sindaco Alessandro Tambellini, questa “barriera”, chiude in generlae «l’accesso alla via ciclopedonale adiacente il viale Castracani». Colibazzi spiega che «non è mia abitudine polemizzare, però viene spontanea la riflessione che sono passati solo pochi anni dalla costruzione del sottopasso e, nella realizzazione di quell’opera, furono creato due piste ciclabili e pedonali laterali alla via Castracani e precisamente dal sottopasso fino all’inizio della Criconvallazione. Dopo pochi anni, vedere chiuso totalmente l’accesso dalle vie Campioni e Matteo Trena ha creato notevoli disagi a oltre 300 famiglie».

Si deve anche tener conto che non è la prima volta che questa zona viene interessata da importanti e contestate modifiche nella viabilità. Proprio nelle more della costruzione del sottopasso ferroviario, infatti, fu chiuso il passaggio a livello di via Giovannetti, che rappresentava uno sfogo e un collegamento importante fra la zona dello stadio e il viale.

Ora di fatto, ragiona Colibazzi, «considerato che via Barbantini è stata messa a senso unico in direzione stadio, chi vuole arrivare su viale Castracani deve transitare per forza da via Lunardi».

Problemi che valgono per le auto, ma non solo. «Lo sbarramento totale - continua Colibazzi - e quindi il divieto di percorrere l’itinerario provoca notevoli disagi in special modo alle persone anziane che si recano a fare la spesa e che, spesso, data l’età, hanno anche difficoltà di movimento». Per questo Colibazzi si affida alla «sensibilità e all’impegno» del Sindaco «perché disponga di far riesaminare la questione, far rimuovere il divieto, far cancellare i quattro posti auto segnati (che sono una vera bruttura) e consentire il libero percorso ai pedoni e alle biciclette che provengono o devono imboccare le vie Campioni e Matteo Trenta».

Come spesso avviene in questi casi, però, si assiste alla nascita di due posizioni distinte e, di fatto opposte.

E così si sono fatti avanti anche alcuni abitanti dei palazzi e delle villette che si trovano più a ridosso dello sbarramento che difendono la scelta del Comune. Spiegano che a loro la vita è migliorata con il minor numero di auto che passano. Perché quella strada lungo il sottopasso, peraltro molto stretta, veniva utilizzata da tanti come “scorciatoia” per arrivare su viale Castracani. Spesso compiendo anche un’infrazione con la svolta a sinistra, che non sarebbe consentita.

Fin qui le parole. Che però si sono anche trasfomrate in scritte di pennarello sui divieti apposti alle transenne che bloccano la strada.

Pennarello blu per i sostenitori della situazione precedente, che hanno scritto frasi come «A noi ci serviva» (inteso nel senso del passaggio), «A noi serviva questa isola di traffico, ridateci l’incrocio», «Rivogliamo la via». In pennarello marrone la risposta, sempre la stessa e assai sintetica: «O isterici!». Condita con un’assai poco “oxfordiana” mano con il dito medio alzato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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