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Quaranta euro a testa e la cena è servita con lo chef a domicilio
Fenomeno in crescita anche a Lucca, specie tra i turisti. «Ma attenzione, bisogna lavorare con professionalità»
LUCCA. La data per il ricevimento a casa, per la cena in famiglia o l'appuntamento a tavola con gli amici si avvicina, ma mancano il tempo e le idee per preparare il buffet? Niente paura, ci pensano gli chef a domicilio. Se una volta, in questi casi, potevamo affidarci quasi esclusivamente a quelle pizzerie che prevedevano il servizio di consegna direttamente all'indirizzo fornito, oggi possiamo contare su una scelta più ampia di pietanze, preparate espresso da mani esperte nella cucina di casa nostra.
Da un po' gli “home-chef”, sono arrivati anche a Lucca: i cuochi che, muniti di spesa, soddisfano le richieste dei clienti con un menù personalizzato e direttamente nella loro abitazione. Secondo i dati dell'Osservatorio di ProntoPro.it, per un servizio di catering realizzato da uno chef a domicilio, nella nostra città si spendono in media 46 euro a commensale, esclusi vini e materie prime. Una cifra per cui Lucca, nella classifica delle province toscane in ordine dalla più cara alla più economica, si posiziona a metà.
A confermare il prezzo che però varia a seconda del menù scelto, è anche Francesca Tuccori, 35 anni, una delle prime, nella nostra città, a cucinare a casa dei suoi clienti. «Il conto dipende dai piatti ordinati - afferma - ma in media va dai 40 euro a persona in su. È un mestiere che funziona soprattutto in estate con i turisti: se d'inverno ottenessi i numeri della stagione calda, potrei smettere di fare il promotore finanziario e dedicarmi solo a questa passione».
Dovendo però puntare soprattutto su chi viene in visita a Lucca, nei mesi più freddi la richiesta scende. "Solo sotto Natale torna ad esserci movimento, ma di italiani se ne vedono pochi. Loro ricercano soprattutto le lezioni di cucina, l'altra attività che propongo: al di là di qualche cena per due, non tutti capiscono che non possono spendere come in pizzeria". Europa del nord, America, Inghilterra: i turisti che vogliono il servizio a domicilio vengono da tutto il mondo. «In estate faccio una media di una cena a settimana. Mi affido al passaparola, al sito, alla pagina Facebook e ho avviato una collaborazione con alcune ville in affitto». Ad andare per la maggiore, stando all'esperienza di Francesca Tuccori, è il menù toscano, fatto di bruschette, flan al formaggio, risotti e pappa al pomodoro, ma anche “rovelline” alla lucchese e tagliata di carne, sebbene qualcuno desideri anche il pesce.
Un atteggiamento, quello volto a preferire i sapori della tradizione, confermato anche dall'Osservatorio di ProntoPro.it che sottolinea però la crescita della richiesta di cibi green, bio, light, etnici, vegetariani, vegani e sperimentali. L'avvicinamento di Francesca Tuccori a questo mestiere, risale al gennaio 2012, ma il suo amore per il buon cibo rimanda a molti anni prima. «Oggi rifarei tutto - afferma - Adoro questo lavoro, anche se non consente certo di arricchirsi, dovendo togliere dal totale le tasse, la benzina e il cameriere che via via ingaggio per servire in sala». Per fare le cose in regola, infatti, Francesca ha iscritto la ditta alla Camera di Commercio e partecipato ai corsi necessari. Quello dello chef a domicilio, è però ancora un mondo nuovo, in tanti casi sommerso, fatto anche da chi si improvvisa ai fornelli di una o dell'altra abitazione, senza dichiarare il lavoro che svolge. «A chi si approccia a questo mestiere, consiglio di agire con professionalità. Non possiamo proporre una semplice pasta al pomodoro, nemmeno allo straniero che viene per la prima volta».
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