Il Tirreno

Lucca

Il comandante chiede la messa alla prova

di Luca Tronchetti
Il comandante chiede la messa alla prova

Per Carmignani estinzione del reato di peculato se il giudice accoglie l’istanza riparatoria in favore del Comune

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Potrebbe cavarsela svolgendo un’attività riparatrice in favore del Comune di Lucca - per esempio fotocopiando documenti, sistemando pratiche o eseguendo lavori legati alla sua professionalità - il comandante della polizia municipale Stefano Carmignani, 52 anni, di Montecarlo. L’ufficiale è indagato per falso ideologico e peculato d’uso relativo all’auto civetta dal periodo che va da settembre a fine ottobre 2015. Il percorso fatto dalla Grande Punto utilizzata dal capo della municipale è stato tracciato dal gps sistemato sotto la vettura dalla polizia giudiziaria dei carabinieri in servizio in procura e per gli inquirenti l'auto sarebbe stata usata da Carmignani fuori dall'orario di servizio e per motivi extra lavoro.

Il colpo di scena. I legali del comandante venerdì 14 hanno presentato al gup Riccardo Nerucci la richiesta di messa alla prova. Un’istanza che, se accolta, comporta la sospensione temporanea del procedimento e prevede la formulazione di un programma da concordarsi con l’ufficio esecuzione penale esterna a San Concordio. Un piano con attività riparatorie per la parte offesa (il Comune di Lucca) e che, in caso di programma svolto in modo adeguato, consente al giudice dell’udienza preliminare di dichiarare l’estinzione del reato (che quindi esiste) per esito positivo della messa alla prova.

La prossima udienza. Il giudice ha fissato per il 25 novembre la data in cui il professor Enrico Marzaduri e l’avvocato Gioia Crippa, legali del comandante della Municipale, dovranno depositare la proposta per il loro assistito. Un programma che dovrà avere una durata, anche non continuativa, per un minimo di 10 giorni. E che l’indagato dovrà svolgere in favore della collettività: Comune, Regione, Provincia, ma anche nei comuni della Lucchesia, nelle aziende sanitarie o in enti e organizzazioni di assistenza sociale o di volontariato. Quindi in ipotesi il comandante Carmignani potrebbe anche chiedere di prestare la sua opera sulle ambulanze piuttosto che alla Caritas o alla Pia Casa. Valutato il programma, il 16 dicembre il gup lo dichiarerà idoneo o non idoneo. Nel primo caso il procedimento penale verrà sospeso in attesa della valutazione del giudice che al termine dell’attività riparatrice dichiarerà estinto il reato. Nel secondo il procedimento andrà avanti e il giudice deciderà o meno sul rinvio a giudizio.

Preclusioni. Un istituto sorto, nell’intento del legislatore, per snellire il contenzioso legato soprattutto ai reati cosiddetti «bagatellari» e che aveva riguardato principalmente le guide in stato di ebbrezza e l’uso di stupefacenti. È la prima volta che della messa alla prova usufruisce un pubblico ufficiale. È legittimato perché il legislatore non ha indicato preclusioni soggettive.

Ricorso contro il gup. In tema di sospensione del procedimento con messa alla prova qualora venga rigettata dal gup, l'imputato può impugnare la decisione con ricorso per Cassazione.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera