Il Tirreno

Lucca

Un nuovo polo per la Pcmc

di Luigi Spinosi
Un nuovo polo per la Pcmc

Inaugurato a Fornaci lo stabilimento del colosso delle macchine per cartiere

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BARGA. Una creazione nata quasi per caso, per una conversazione tra amici durante una grigliata. Una creazione che vuol dire lavoro e che ieri ha avuto il suo battesimo, con una doppia cerimonia. Stiamo parlando del nuovo stabilimento (anzi, i nuovi stabilimenti) della Pcmc, acronimo di Paper Converting Machine Company, l’azienda specializzata nella produzione di macchinari per l’industria della carta che adesso ha trovato una nuova casa nella zona industriale di Fornaci. E che casa.

L’azienda, che fa parte del gruppo Barry Wehmiller, rappresenta una delle realtà produttive più interessanti del territorio. Non solo per numero di dipendenti (oltre 120 dipendenti nello stabilimento lucchese e continuano ad aumentare, per tacere dell’indotto), ma anche per i principi adottati all’interno della stessa (il principio della centralità della persona, vedi articolo sotto) che le hanno permesso non solo di superare brillantemente i momenti difficili attraversati negli anni passati, ma anche di attraversare la crisi generalizzata di questi ultimi anni continuando comunque a crescere. In tutti i sensi: fatturato, occupazione, commesse. Una crescita che, lo si è visto ieri, è stata anche fisica. E proprio la fame di spazi, la necessità di accentrare in un unico polo, tutte le attività, hanno portato al trasferimento dalla sede di Diecimo (dove lo stabilimento era compresso tra la ferrovia da un lato e il Brennero dall’altro, e di spazio per allargarsi non ve ne era) alla zona industriale del Chitarrino, a Fornaci di Barga. In totale 19 chilometri di strada dalla vecchia sede (che comunque, almeno per il momento, rimarrà nella disponibilità della Pcmc, con funzioni di magazzino) a quella nuova. Un complesso composto da tre edifici. La produzione è nel primo capannone che si incontra, il più grande (12mila metri quadrati), con 4 linee di converting che possono funzionare contemporaneamente. Poi c’è il blocco centrale quello che ospita gli uffici e anche – sempre secondo la filosofia Paper – l’area relax per i dipendenti. Poi arriverà anche la terza struttura (per una superficie di oltre 1.500 metri quadrati) che ospiterà il magazzino.

Qui, nonostante le montagne che svettano ai due lati, non mancano gli spazi per allargarsi. Direttamente e indirettamente. Sì, perché qui si sono concentrate le lavorazioni della Pcmc, ma qui potranno, in prospettiva, trovare posto anche tutte le aziende (e sono parecchie) che lavorano per l’indotto.

E tutto nato durante una cena, appunto. A raccontarlo è stato lo stesso presidente della Pcmc Sergio Casella: «Fu durante una grigliata con un amico, Amerigo Cecchini, che questi mi propose di venire a vedere quest’area (di cui era proprietario ndr) per trasferirvi l’azienda». Allora c’era solo il primo capannone (quello della linea produttiva) e lo scheletro del secondo (quello che oggi ospita gli uffici) e quella proposta, buttata lì quasi come una boutade, alla fine è diventata una realtà. E sempre Cecchini aveva lanciato un’altra idea, quella di intitolare l’anello di strade che circonda il complesso, e ancora senza nome, a chi aveva reso possibile tutto questo, ossia il fondatore della Barry Wehmiller intesa in senso moderno William Chapman. Fu lui a trasformare un’industria con già oltre mezzo secolo di storia sulle spalle, e che arrancava nel settore dei pastorizzatori per birra, nel colosso attuale. E adesso, per la prima volta, una strada porta il suo nome.

Oggi il gruppo di cui fa parte la Pcmc è guidato dal figlio di William, Robert Chapman, che già un paio di settimane fa – ha rivelato Casella – è arrivato dagli Usa per vedere il nuovo complesso di Fornaci, restando evidentemente soddisfatto, a giudicare dalle sue parole riportate dallo stesso presidente della Pcmc: «State facendo un lavoro meraviglioso – ci ha detto – per cui io non tocco niente per paura di romperlo».

All’inagurazione di ieri mattina, che è consistita nello scoprire la targa con l’intestazione di via Chapman e in u8na visita alle linee produttive, hanno preso parte anche il sindaco di Barga Marco Bonini, l’assessore Giampiero Passini e l’assessore regionale Marco Remaschi.

Poi, alla sera, la grande festa, con le autorità e, soprattutto, con chi per o con quell’azienda ci lavora, dipendenti, collaboratori, clienti. Una festa con invitati che arrivano da ogni parte del mondo, un’occasione per la quale il grande salone nel complesso degli uffici è stato trasformato in uno spazio festa. Un vero e proprio ristorante, con pizzeria, spazio per lo svago, una struttura per accogliere i bambini e una sorta di spazio platea per gli interventi e gli spettacoli che hanno caratterizzato la serata.

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