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Paga per una fognatura che non c’è

Paga per una fognatura che non c’è

Cittadino contro il gestore: «Da oltre 4 anni sono in credito di quasi 500 euro»

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LUCCA. Da quasi quattro anni paga a Gaia, società che gestisce il servizio idrico integrato in una parte dei Comuni della provincia di Lucca, bollette con oneri per fognatura e depurazione. Peccato che Riccardo Tognocchi, residente a Pescaglia, abiti in una casa che non è e non è mai stata servita dalla linea di fognatura pubblica in quanto inesistente.

«Sono quasi quattro anni, dal lontano 2013, data di ricevimento della prima bolletta di fornitura, che contesto a Gaia l’illecito addebito per gli oneri legati alla fognatura - spiega Tognocchi -. Ho comunque sempre pagato, poi inviato almeno 20 comunicazioni, sia via email sia via pec sia con posta ordinaria, poi compilato la modulazione richiesta, poi effettuato il sopralluogo del tecnico di Gaia. E l’azienda ha potuto verificare che la mia abitazione non è allacciata e non è mai stata allacciata alla fognatura pubblica».

Gaia, però, continua ad addebitare per anni i costi all’utente. «Questo porta il mio credito verso l’azienda a 481,98 euro, inclusa Iva - precisa l’uomo -. La cosa più grave è che Gaia non è ancora riuscita a darmi delle spiegazioni o giustificazioni per l’addebito di 184 euro più iva, per un totale di 202, 40 euro, inseriti sotto la voce “ripristino allaccio” addebitatomi nella prima fattura di fornitura. Sono cliente di Gaia dall’agosto 2008 e non mi è mai stato effettuato alcun distacco e la linea di fornitura dell’acqua per l’abitazione dove risiedo è sempre esistita. Pertando l’unica variazione occorsa è stato l’inserimento del numero identificativo del misuratore installato da Gaia, e che ho pagato. Quindi un addebito di oltre 200 euro unicamente per il banale aggiornamento di un vostro codice è chiaramente una follia».

Resta da capire il perché di questo continuo errore nella fatturazione inviata al cliente. «Non esiste giustificazione tecnica o amministrativa alcuna per non provvedere al rimborso di quanto Gaia ha illecitamente percepito - conclude Riccardo Tognocchi -. A questo punto devo ritenere che il comportamento illecito dell’azienda sia deliberato e quindi espressamente criminoso».

Per questo il cittadino ha pensato bene di girare questa ennesima protesta, oltre che all’azienda Gaia, anche a tutti gli organi di stampa. «Sono in possesso di tutta la documentazione, in caso di contestazione posso rendere tutto pubblico senza problemi» conclude l’utente giustamente arrabbiato.

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