Il presidio
Legato e seviziato nel bosco: tre persone fermate
Lucca: un 23enne è stato torturato per 50 minuti dai suoi coinquilini che volevano fargli confessare un furto di droga
LUCCA. Una notte d'inferno, che poteva trasformarsi in una vera e propria tragedia: è quella vissuta da un ragazzo marocchino di 23 anni, che è stato sequestrato da tre coinquilini, legato a un albero in mezzo al bosco e lì picchiato e seviziato. Una storia terribile, legata alla droga: secondo gli aguzzini, infatti, il 23enne avrebbe rubato 100 grammi di cocaina che erano nascosti nella loro abitazione di Viareggio, dove erano dediti allo spaccio. E la tortura nel bosco, andata avanti per quasi un'ora, serviva proprio a fargli confessare il furto e far dire dove si trovava lo stupefacente.
Ad avvisare la polizia di quanto stava avvenendo a Pieve Santo Stefano, intorno alle 3 e mezza di martedì 10 ottobre è stato un residente della zona, messo in allarme dai lamenti e dalle urla dell'uomo. Sul posto sono arrivate due volanti e i poliziotti, una volta inoltratisi nella macchia, sono arrivati all'albero dove hanno trovato il 23enne legato al tronco, completamente nudo e in stato di ipotermia. Dopo averlo liberato e avere chiamato i soccorsi, i poliziotti si sono mesis sulle tracce dei rapitori. Il primo, Said Jermouni, 30 anni marocchino, è stato trovato in un'auto poco lontano: ha provato a fuggire, ma è stato bloccato. Gli altri due sono stati rintracciati dagli uomini delle volanti coordinati dal commissario Davide Caldarozzi e da quelli della squadra mobile, comandanti dalla dottoressa Silvia Cascino, grazie alle telefonate che avevano fatto alla vittima per indurla a ritrattare: si tratta di Said Jarmouni, 22 anni, e di Ejjillal Nasri, 23 anni: per loro è scattato il fermo. L'accusa è di sequestro di persona a fini di estorsione.
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