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La morale aziendale come guida

La morale aziendale come guida

Le sfide del mercato vinte puntando sulla felicità dei dipendenti

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BARGA. Quello tra Pcmc e Barry Wehmiller non è stato solo un incontro tra due realtà economiche, ma anche tra due identiche filosofie aziendali. È quella che il presidente della Pcmc Casella ha raccolto in un libro, diventato un must, Un libro che, probabilmente, non è molto ben visto da una parte importante dell’imprenditoria, visto che i principi contenuti sembrano fare a pugni con il quello alla base di ogni impresa, ossia fare profitto. In realtà “La morale aziendale” (questo il titolo del libro di Casella) dimostra che mettendo la persona al centro di tutto si arrivi a ottenere anche grandi risultati in termini di produttività e, di conseguenza, pure in termini economici.

Questo senza considerare il dipendente una parte dell’ingranaggio, una “unità” invece che una persona, ma facendo l’esatto opposto. Sintetizzando al massimo: un lavoratore felice e un lavoratore messo nelle condizioni di svolgere al meglio il proprio lavoro (adattando quest’ultimo alla persona e non viceversa) crea un effetto domino con benefici sotto ogni profilo. Una filosofia identica a quella applicata dal colosso BW di cui la Paper fa parte.

Niente a che vedere con vecchio paternalismo, come sottolineato dallo stesso Casella in più occasioni, e anche un’evoluzione rispetto ad analoghe iniziative adottate da grandi industriali del passato, come André Citroen o Adriano Olivetti (e finiti con la loro scomparsa). Quello di Casella vuole essere un modello che ogni impresa può seguire, indipendentemente dalla proprietà.

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