Il Tirreno

Lucca

Ex Borella e palazzo Bertolli passa la variante urbanistica

di Barbara Antoni
Ex Borella e palazzo Bertolli passa la variante urbanistica

Nell’ex oleificio sorgeranno appartamenti Erp per forze dell’ordine e famiglie Con uso direzionale e commerciale, all’asta l’immobile in piazza Risorgimento

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LUCCA. Via libera dell’assemblea consiliare alla variante urbanistica che riguarda due edifici di proprietà comunale. Sono Palazzo Bertolli, ex sede della Guardia di Finanza in piazza Risorgimento e l’ex Oleificio Borella in via Orzali, complesso produttivo in stato di abbandono.

Due diversi progetti interessano i singoli immobili. Per effetto della variante, l’ex Borella - con cambio di destinazione d’uso da industriale a residenziale - verrà trasformato in un complesso di circa trenta appartamenti destinati per la maggior parte ad abitazioni di dipendenti delle forze dell’ordine. «C’è un percorso avviato - spiega l’assessore al patrimonio Antonio Sichi - con il ministero degli Interni per dotare la città di Lucca di abitazioni per le forze dell’ordine andando a utilizzare un finanziamento dormiente dal 1991 dell’importo di quattro milioni. Il Comune in sostanza non spenderà un centesimo per questa operazione. Le abitazioni saranno gestite da Erp; se il numero di trenta sarà in sovrappiù rispetto alle necessità delle forze dell’ordine, il resto degli alloggi confluirà nel patrimonio delle case popolari e potrà essere assegnato alle famiglie in graduatoria».

Diverso il destino di Palazzo Bertolli, ex sede della Guardia di Finanza. In questo caso, con la variante, la destinazione d’uso è cambiata da sede di uffici pubblici a centro direzionale privato, con la possibilità di destinare a scopo commerciale da due a tre fondi al piano terreno. Un’operazione, questa, propedeutica al progetto del Comune di mettere in vendita l’immobile: la previsione è di inserirlo nel piano delle alienazioni del 2017 per un importo di un milione 950.000 euro. I soldi che verranno incassati con la vendita, sottolinea Sichi, «saranno utilizzati per compiere opere pubbliche a servizio della cittadinanza».

«Le aree oggetto della variante - ha spiegato in consiglio comunale l’assessora all’urbanistica Serena Mammini - ricadono all’interno del territorio urbanizzato. Nel piano strutturale vigente, del 2001, sono classificate come aree appartenenti al sottosistema degli insediamenti compatti a corona della città antica. Ugualmente, il piano strutturale adottato il 31 maggio 2016 inserisce le due aree all’interno del perimetro del territorio urbanizzato: per questo la variante segue la procedura semplificata».

«L’obiettivo principale per le due aree - ha aggiunto la Mammini - è la loro valorizzazione e riqualificazione con il cambio di destinazione d’uso, senza stravolgimenti di natura architettonica e paesaggistica e senza consumo di suolo né di aumento di volumetrie».

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