Il presidio
Ex Borella e palazzo Bertolli passa la variante urbanistica
Nell’ex oleificio sorgeranno appartamenti Erp per forze dell’ordine e famiglie Con uso direzionale e commerciale, all’asta l’immobile in piazza Risorgimento
LUCCA. Via libera dell’assemblea consiliare alla variante urbanistica che riguarda due edifici di proprietà comunale. Sono Palazzo Bertolli, ex sede della Guardia di Finanza in piazza Risorgimento e l’ex Oleificio Borella in via Orzali, complesso produttivo in stato di abbandono.
Due diversi progetti interessano i singoli immobili. Per effetto della variante, l’ex Borella - con cambio di destinazione d’uso da industriale a residenziale - verrà trasformato in un complesso di circa trenta appartamenti destinati per la maggior parte ad abitazioni di dipendenti delle forze dell’ordine. «C’è un percorso avviato - spiega l’assessore al patrimonio Antonio Sichi - con il ministero degli Interni per dotare la città di Lucca di abitazioni per le forze dell’ordine andando a utilizzare un finanziamento dormiente dal 1991 dell’importo di quattro milioni. Il Comune in sostanza non spenderà un centesimo per questa operazione. Le abitazioni saranno gestite da Erp; se il numero di trenta sarà in sovrappiù rispetto alle necessità delle forze dell’ordine, il resto degli alloggi confluirà nel patrimonio delle case popolari e potrà essere assegnato alle famiglie in graduatoria».
Diverso il destino di Palazzo Bertolli, ex sede della Guardia di Finanza. In questo caso, con la variante, la destinazione d’uso è cambiata da sede di uffici pubblici a centro direzionale privato, con la possibilità di destinare a scopo commerciale da due a tre fondi al piano terreno. Un’operazione, questa, propedeutica al progetto del Comune di mettere in vendita l’immobile: la previsione è di inserirlo nel piano delle alienazioni del 2017 per un importo di un milione 950.000 euro. I soldi che verranno incassati con la vendita, sottolinea Sichi, «saranno utilizzati per compiere opere pubbliche a servizio della cittadinanza».
«Le aree oggetto della variante - ha spiegato in consiglio comunale l’assessora all’urbanistica Serena Mammini - ricadono all’interno del territorio urbanizzato. Nel piano strutturale vigente, del 2001, sono classificate come aree appartenenti al sottosistema degli insediamenti compatti a corona della città antica. Ugualmente, il piano strutturale adottato il 31 maggio 2016 inserisce le due aree all’interno del perimetro del territorio urbanizzato: per questo la variante segue la procedura semplificata».
«L’obiettivo principale per le due aree - ha aggiunto la Mammini - è la loro valorizzazione e riqualificazione con il cambio di destinazione d’uso, senza stravolgimenti di natura architettonica e paesaggistica e senza consumo di suolo né di aumento di volumetrie».
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