Il presidio
Migranti giardinieri, già quattro lavorano
Consegnati in prefettura i diplomi ai richiedenti asilo che hanno frequentato il corso di formazione
LUCCA. Dieci giardinieri qualificati, in grado, oggi, di tramandare i trucchi del mestiere ad altri coetanei. Dieci richiedenti asilo che potranno insegnare quello che hanno appreso in questi mesi ad altrettanti ragazzi come loro. Alla base del progetto di integrazione promosso dalla Prefettura di Lucca, in collaborazione con l'Ufficio scolastico territoriale e la Confcommercio, grazie al finanziamento della Fondazione Banca del Monte di Lucca, c'è proprio questa idea: la possibilità di innescare un meccanismo virtuoso di autoapprendimento e integrazione reale, sociale, nel territorio della provincia.
Così almeno l'ha definito il prefetto, Giovanna Cagliostro, nel corso della cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione ai dieci migranti richiedenti asilo che hanno frequentato il corso di formazione per giardinieri. All'iniziativa erano presenti il presidente della Fondazione Banca del Monte, Oriano Landucci accompagnato dal membro del consiglio direttivo Umberto Chiesa, Andrea Giammattei in rappresentanza dell'agenzia formativa Sogeseter della Confcommercio, il consigliere provinciale Enzo Giuntoli, l'assessore Antonio Sichi del comune di Lucca e il sindaco di Camporgiano, Francesco Pifferi, il dirigente dell'ufficio scolastico territoriale, Donatella Buonriposi. Strade, luoghi vissuti dalla collettività, spazio verde dell'Itis "E. Fermi", parchi: i ragazzi provenienti da Pakistan, Mali, Nigeria, Costa D'Avorio e Senegal hanno lavorato in varie zone del territorio, sostenuti anche dagli operatori delle cooperative e delle associazioni che si stanno occupando della loro accoglienza. «Quello finanziato dalla Fondazione Bml - ha spiegato il prefetto - è un progetto pilota che spero apra la strada ad altre iniziative simili. L'obiettivo è favorire l'integrazione dei richiedenti asilo, renderli autonomi nel percorso di crescita e di vita. Ho in mente di convocare una riunione con tutte le categorie imprenditoriali ed economiche del territorio per condividere qualche idea e creare progetti simili. È importante far capire alla città che se riusciamo a far squadra tutti insieme arriveremo al punto di non chiamare neanche più questi ragazzi richiedenti asilo o migranti, ma persone come noi, perfettamente integrate, che lavorano o studiano senza togliere niente a nessuno». L'inserimento lavorativo - con la possibilità che un percorso di formazione possa tramutarsi in un impiego - è uno dei temi più importanti: intanto, nel corso della cerimonia di ieri mattina, un dato è già emerso. E cioè che quattro dei dieci richiedenti asilo coinvolti nel progetto hanno stipulato contratti a tempo determinato con aziende agricole della provincia. Oltre al lavoro, poi, l'importanza della scuola. «La scuola - ha commentato Buonriposi - sta diventando il centro nevralgico di tutto. Voglio dire agli operatori sociali che si occupano di accoglienza di investire tanto nella formazione e nell'istruzione: l'integrazione passa anche da qui».
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