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Lucca

Giglio, ecco le nuove tariffe di concessione La gratuità è bandita

di Barbara Antoni
Giglio, ecco le nuove tariffe di concessione La gratuità è bandita

Il direttore Ferrucci: «Sono fiducioso che il teatro ingranerà ma l’attività culturale avrà sempre la priorità sul resto»

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LUCCA. Tariffe contenute, bandita l’opzione della gratuità. Sono i punti fermi del riordino operato dal teatro del Giglio sulle tariffe per la concessione delle due strutture teatrali: quella principale (il Giglio, appunto) e quella minore (il San Girolamo). Con questo tabellario ridefinito il teatro si presenta sul mercato come spazio per convegni, convention aziendali oltre che per spettacoli di operatori terzi: possibilità, tutte, che possono tradursi in entrate aggiuntive preziose per l’economia globale del teatro, per le sue produzioni e le sue stagioni di eventi.

I prezzi per le singole possibilità (riportati nelle tabelle) si intendono comprensivi di una serie di servizi forniti dal personale del teatro: per il Giglio la disponibilità di palcoscenico, sala foyer, camerini, servizio biglietteria, tecnici per montaggio, smontaggio e assistenza durante la manifestazione, maschere e servizio antincendio, disponibilità di impianto di amplificazione, luci; idem per il San Girolamo fatta eccezione di biglietteria e maschere.

«Abbiamo definito le tariffe di concessione - spiega il direttore generale del Giglio Manrico Ferrucci - parametrandole soprattutto sui costi che sosteniamo per la concessione, costi obbligati legati al personale di servizio. Le tariffe sono molto ragionevoli se confrontate con quelle di altri teatri anche in Toscana: le abbiamo tenute basse anche perché durante l’anno non c’è molto spazio per le concessioni, visto che da novembre a marzo il Giglio è sempre occupato e a luglio il Summer crea delle limitazioni. Consideriamo le concessioni una forma di entrata importante ma non importantissima, anche se sono fiducioso che il teatro può ingranare in questo senso: fra pochi giorni ospiteremo la convention di una grande azienda lucchese, il 7 novembre Unicoop Firenze per il lancio regionale della campagna di solidarietà “Un cuore si scioglie”. Una parte del nostro staff si sta molto impegnando in questo campo».

Quanto alle tariffe, Ferrucci tiene a sottolineare che «la concessione gratuita è scomparsa, e anche il Comune è stato della nostra idea. Per spettacoli con scopo benefico siamo disposti ad applicare una riduzione sulle tariffe fino al 20 per cento. Si potranno prevedere sconti se la stessa azienda ad esempio lo affittasse per più giorni, ma si parla di circostanze limitate. Ci siamo organizzati per offrire un servizio di qualità: ogni manifestazione sarà curata come uno spettacolo».

Al momento Ferrucci non fa previsioni su quanto le concessioni potranno andare a incidere sulla voce entrate del bilancio del Giglio. «Non possiamo avere il 2015 come riferimento - spiega - perché l’anno scorso per mesi in teatro ci sono stati i lavori e gli spazi sono stati poco disponibili. Il 2016 invece sarà un banco di prova sul quale cominciare a costruire un modello».

L’altro aspetto che il direttore generale evidenzia è che il percorso di riordino delle tariffe di concessione non sarà l’anticamera di un uso del teatro più commerciale e meno culturale. «Il teatro non si può snaturare - dice -. Piuttosto, deve mantenere condizioni di accesso democratiche e popolari. Continueremo a praticare la politica dei prezzi contenuti dei biglietti per gli spettacoli perché vogliamo implementare l’attività culturale. Siamo convinti della necessità che la fruizione dello spettacolo debba essere uguale per lo spettatore della platea e quello del loggione. Potremo prevedere anche pacchetti comprensivi ad esempio della cena per il pubblico che lo desiderasse, ma la fruizione dello spettacolo per tutti rimane un punto fermo. Ritengo - conclude - che le concessioni possano rappresentare entrate aggiuntive e quindi una fonte di sostegno per il teatro, ma non sostituiranno mai la sua attività principale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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