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Esperimento in 50 famiglie per ridurre la spazzatura

Esperimento in 50 famiglie per ridurre la spazzatura

Capannori vuole raggiungere in quattro anni l’obiettivo dei rifiuti zero Al momento la quota di indifferenziata si aggira ancora sul 20% del totale

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CAPANNORI. Al traguardo mancano ancora quattro anni, ma Capannori si avvicina all'obiettivo dei rifiuti zero, un obiettivo non impossibile con la collaborazione dei cittadini. Parte da qua l'idea delle famiglie a rifiuti zero: 50 nuclei familiari, che saranno scelte attraverso un bando, prenderanno parte ad un progetto pilota. Per dodici mesi dovranno attenersi ad alcune regole impegnandosi a ridurre i rifiuti conferiti. In cambio avranno diritto a uno sconto del 10% sulla quota variabile della bolletta, oltre alle riduzioni già previste, come il 20% per chi svolge il compostaggio domestico.

In concreto ogni famiglia userà un composter per l’organico e sia i rifiuti che i sacchi dei materiali differenziati (multimateriale leggero e vetro) saranno pesati prima del conferimento, che continuerà a essere fatto con la raccolta differenziata porta a porta. Ogni nucleo familiare dovrà inoltre annotare il numero di conferimenti di pannolini e pannoloni, e per quanto riguarda gli ingombranti quanto può essere riparato o riutillizato dovrà essere portato ai centri di riuso “Daccapo”. I dati dovranno essere annotati su un diario consegnato dal centro Ricerca Rifiuti Zero. Le pesature realizzate dalle famiglie potranno essere fatte anche con semplici bilance autocertificate, mentre sarà a carico del Centro di Ricerca Rifiuti Zero pesare ogni due mesi il rifiuto indifferenziato normalmente conferito nei sacchi grigi. L'obiettivo è ridurre sensibilmente gli scarti generati, soprattutto per l'indifferenziato, il più costoso da smaltire insieme all'organico, ed educare alle buone pratiche.

Capannori, dove ha sede il centro Rifiuti Zero, ha fatto scuola in materia. In Italia 250 città hanno seguito questa strada verso i rifiuti zero nel 2020. «Vogliamo avvicinarci il più possibile, diciamo intorno al 90%, iniziando anche dal ridurre gli imballaggi e i rifiuti a monte – osserva Rossano Ercolini, il coordinatore del Centro di Ricerca di Capannori – in questi anni si siamo guadagnati una reputazione e adesso non dobbiamo fermarci. Vogliamo incidere su quel 20% circa di indifferenziata che ancora produciamo, andando a interagire sulle modalità di consumo dei cittadini, e abbassare ulteriormente la quantità di prodotti non riciclabili, né compostabili, né riutilizzabili».

Certo, è un piccolo campione (50 famiglie sulle 13 mila residenti) che dovrà essere soprattutto motivato. Ma l'ambizione è diffondere a macchia d'olio le buone pratiche: «Siamo sotto la soglia dei 100 chilogrammi annui pro capite che è uno degli obiettivi intermedi della strategia rifiuti zero – spiega l'assessore all'ambiente Matteo Francesconi – adesso con questo nuovo progetto vogliamo compiere un ulteriore passo avanti».

I volontari del Centro di Ricerca saranno a disposizione delle famiglie per dare informazioni, anche sulle modalità di spesa utili alla diminuzione dei rifiuti. Il progetto è stato presentato in una conferenza stampa alla presenza anche del presidente di Ascit, Maurizio Gatti, che ha ribadito come a «Capannori si paghi la tariffa dei rifiuti più bassa della Toscana».

Nicola Nucci

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