Il Tirreno

Lucca

«Da Snai un comportamento scorretto»

«Da Snai un comportamento scorretto»

Rossi (Fiom) all’attacco dopo la comunicazione dell’azienda del non pagamento delle ore di assemblea

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PORCARI. Ancora tensioni nella vicenda Snai e sindacati sul piede di guerra. Nel mirino stavolta una mail indirizzata alle Rsu, dove «l'azienda ha comunicato che l'assemblea convocata per oggi (ieri per chi legge ndr), per aggiornare i lavoratori sugli esiti dell'incontro di lunedì, doveva ritenersi non retribuita, perché il monte ore previsto dal contratto si è esaurito», come denuncia il segretario Fiom Cgil Mauro Rossi.

«Mantenere corrette e responsabili relazioni sindacali non è, evidentemente, una priorità per la direzione aziendale di Snai – riprende Rossi – non è questo il comportamento che ci si dovrebbe aspettare da parte di una società della sua importanza se si pensa, oltretutto, che le ore di assemblea sono state utilizzate finora per seguire una vertenza così importante come quella attuale, che riguarda la volontà di licenziare 95 persone e che si sta protraendo da tempo perché l'azienda ha sempre procrastinato le risposte alle domande poste da noi e dai dipendenti (vedi il continuo rimandare la presentazione del piano industriale). Dello stesso tenore consideriamo il preavviso dato sull'imminente esaurirsi dei permessi spettanti alla Rsu per seguire la trattativa. Mai, in nessuna delle tante aziende con cui abbiamo affrontato momenti di difficoltà o vere e proprie crisi, abbiamo riscontrato comportamenti analoghi. Abbiamo purtroppo capito che il modello di relazioni che ha in mente l'azienda è quello dei rapporti diretti con il personale, che scavalca il sindacato e i rappresentanti democraticamente eletti dai lavoratori, ma che si potesse arrivare a tanto francamente non ce lo aspettavamo. Sappia comunque Snai che non ci piegheremo a questo modello e che i lavoratori hanno perfettamente capito cosa c'è in ballo e vogliono essere protagonisti della vertenza, i e rifiutano il tentativo aziendale di dividerli. Ne è una riprova importante il consistente numero di lavoratori che hanno comunque voluto essere presenti alle assemblee, retribuite o meno che fossero».

Come emerso dal confronto di ieri il piano degli esuberi è confermato e per 95 lavoratori la Snai si appresta ad attivare le procedure per la cassa integrazione, forse già a novembre, quando sarà completata la fusione del gruppo con Cogemat. Una procedura che solo a Porcari riguarderà 64 dipendenti. I sindacati puntano a un accordo sui contratti di solidarietà e scongiurare, almeno in parte, i licenziamenti, in attesa di capire i tempi della riorganizzazione e il piano di rilancio dell'azienda.

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